X
GO

Controllo delle Popolazioni di Animali Selvatici

  • 19 maggio 2005
  • Autore: Redazione VeSA
  • Visualizzazioni: 1971
  • 0 Commenti

CONTROLLO DELLE POPOLAZIONI DI ANIMALI SELVATICI – MONITORAGGIO SANITARIO SUGLI ANIMALI VIVI

Il controllo delle popolazioni degli animali selvatici ai fini della salute umana e dell’equilibrio tra uomo – animale – ambiente fa parte delle attività di sanità pubblica veterinaria, inserite in un generale contesto di prevenzione collettiva.
E’ infatti universalmente riconosciuto che uno dei più importanti indicatori della salute di un ecosistema è rappresentato dallo stato sanitario degli animali che ne fanno parte.
Gli animali selvatici sono quindi importanti bio-indicatori e costituiscono un patrimonio rilevante di biodiversità da tutelare e salvaguardare. I Servizi Veterinari Territoriali della ASUR e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, in collaborazione con altri enti istituzionali (Provincia, Corpo Forestale dello stato, Parchi ecc), hanno iniziato un’attività di controllo sanitario su un campione di animali selvatici, rinvenuti vivi nel territorio.
Tali controlli si pongono l’obiettivo di monitorare alcune problematiche igienico-sanitarie di rilevante interesse.
Nel campo delle malattie infettive e parassitarie, ad esempio, oltre ad alcune indagini sullo stato di salute delle popolazioni monitorate, si lavora per conoscere il ruolo degli animali selvatici nel trasmettere, mantenere o magari solo rivelare, alcune patologie che possono colpire anche l’uomo e/o gli animali domestici (sia quelli impiegati a scopo zootecnico che quelli cosiddetti “da compagnia”).
Anche nel settore dei contaminanti chimici, gli animali selvatici rappresentano degli ottimi biomarkers del livello di contaminazione ambientale.
Soprattutto alcune specie che si pongono in posizioni apicali nella catena alimentare (es. rapaci, mammiferi carnivori, ecc.), possono accumulare nel proprio organismo numerose sostanze chimiche, generalmente tossiche.
Quest’ultime si possono trovare nei terreni, nelle acque, nelle piante sotto forma di residui accidentali o intenzionalmente distribuite dall’uomo (il fenomeno degli avvelenamenti o delle esche avvelenate sembra tutt’altro che trascurabile).
L’analisi dei dati di tali monitoraggi rappresenterà un supporto tecnico-scientifico indispensabile per la elaborazione, se necessario, di adeguate misure di salvaguardia dell’uomo,degli animali e dell’ambiente.

Stampa
Tag:
Valutazioni:
5.0

Redazione VeSARedazione VeSA

Altri articoli di Redazione VeSA

Contatta l'autore

Contatta l'autore

x