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Le Aflatossine B e M

  • 6 settembre 2006
  • Autore: Redazione VeSA
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Sono micotossine prodotte dal metabolismo di alcuni ceppi fungini di Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus; le aflatossine B1 sono capaci di svilupparsi su diversi substrati vegetali, in particolare mais e derivati, arachidi e derivati cotone, soia e derivati, cocco, noci, nocciole, pistacchi ecc.  
Sono considerate come il più potente agente cancerogeno conosciuto e come il principale epatocancerogeno negli animali, sono stabili al calore ma vengono degradate dalla luce ultravioletta. Le aflatossine M1 sono cataboliti delle B1, si ritrovano nel latte (M=milk) e nei suoi derivati, in seguito all’ingestione da parte degli animali di mangimi contaminati.
Sono considerate come “possibili agenti cancerogeni nell’uomo”, riconoscendo il latte inquinato come argomento di forte preoccupazione per la salute del consumatore, tanto da derivarne  precise normative  comunitarie e nazionali cui devono strettamente attenersi i produttori primari di tale alimento e che fissano il limite di ammissibilità di aflatossina M1 nel latte, pena il divieto di commercializzazione in caso di esubero.

La Regione Marche ha, per Sua competenza, emanato in data 13/7/2005 le “ linee guida regionali per il controllo delle aflatossine nei mangimi e nel latte “, fornendo ai Servizi di I.A.P.Z. delle Zone Territoriali – ASUR  elementi di indirizzo per la corretta esecuzione dei controlli e dei monitoraggi sul territorio e di cui si fornisce una sintetica scaletta descrittiva:

CONTROLLO DELLA  AFLATOSSINA B1 NEI MANGIMI

- mangimifici:

  • Analisi in autocontrollo di tutte le partite di mais e derivati (granella, semola, glutine), arachide, panello di cocco, panello di lino, cotone;
  • Controllo semestrale servizio IAPZ;
  • Valutazione del piano di autocontrollo;
  • Eventuali prescrizioni per ulteriori analisi;
  • Eventuali campionamenti ufficiali;
  • Controllo sui sistemi di tracciabilità e rintracciabilità.

- impianti di lavorazione e depositi di cereali (consorzi, moliture…):

  • Azioni congiunte con SIAN

- esercizi commerciali di distribuzione mangimi:

  • Controlli come da PNAA – In sede di sopralluogo dovrà essere valutato il sistema di tracciabilità e rintracciabilità adottato

- aziende di produzione – allevamenti bovini da latte:

  • Il servizio IAPZ sensibilizza gli allevatori;
  • Sistema di controllo della produzione lattea – autocontrollo;
  • Sistema di tracciabilità e rintracciabilità  dei mangimi somministrati agli animali;
  • Autocontrollo degli alimenti autoprodotti;
  • Certificazione delle partite di alimenti acquistate;
  • Verifiche, sopralluoghi ed eventuali prescrizioni del servizio IAPZ.

CONTROLLO DELLA AFLATOSSINA M1 NEL LATTE

aziende di produzione latte:

  • Non può essere immesso in commercio latte con valori di aflatossina M1 sup. a 50 ppt;
  • Autocontrollo del livello di contaminazione con frequenza:
    - mensile nei periodi non a rischio
    - più frequenti nei periodi a rischio maggiore (settembre-marzo)
    - ad ogni modifica della razione alimentare giornaliera
    - all’apertura di ogni nuova trincea di silomais/pastone di mais
  • Valori di aflatossina M1 tra 40 e 50 ppt:
    o comunicazione al servizio IAPZ
    o rivedere la razione alimentare
    o eliminare/ridurre alimenti a rischio
  • Valori di aflatossina M1 superiori a 50 ppt:
    I. comunicazione al servizio IAPZ
    II. esclusione del latte dal consumo umano - destino ad uso zootecnico o in concimaia
    III. certificazione (registrazione) della destinazione del latte non conforme
    IV. procedure per eliminare la non conformità
    V. ulteriori campionamenti per verifica del rientro nei limiti

I servizi IAPZ delle Zone Territoriali:

  • predispongono  specifico piano di campionamento in base ai risultati del piano precedente e al livello di rischio delle varie aziende produttrici, concordato con IZS e comunicato alla Regione;
  • campionamenti  da effettuare nel periodo critico settembre-marzo;
  • campionamenti in aziende che producono latte alta qualità, che impiegano tecniche mangimistiche spinte, che non presentano un buon livello gestionale
    a) in caso di esito compreso fra 40 e 60 ppt con metodo ELISA quantitativo si procede a:
    - sopralluogo in azienda
    - campionamento come da PNAA  alimenti per bovine in lattazione (mod. all.1)
    - indicazioni dettagliate per controllare la non conformità: revisione razione, riduzione/alimentazione alimenti a rischio, uso di leganti
    - prelievo latte di massa entro 7 giorni lavorativi dal campionamento alimenti come da PNR mirato (no sequestro, 4 aliquote); metodica HPLC. Se il risultato è sup. a 50 ppt:
    - esclusione del latte dal consumo umano fino ad esito analitico conforme
    b) in caso di esito sup. a 60 ppt si procede a:
    - sopralluogo in azienda
    - campionamento come da PNAA alimenti per bovine in lattazione
    - indicazioni dettagliate per eliminare la non conformità
    - prelievo latte di massa come da PNR mirato,metodica HPLC.
    -  Se il risultato è sup.a 50ppt : esclusione del latte dal consumo umano fino ad esito analitico conforme
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