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Pubblicato il Piano nazionale per la sorveglianza ed il controllo dell'anemia infettiva degli equidi

  • 5 maggio 2016
  • Autore: Redazione VeSA
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foto equidi

 

Dopo aver acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 20 gennaio 2016, il Ministero ha finalmente emanato, in data 26 aprile, il DECRETO 2 febbraio 2016 Piano nazionale per la sorveglianza ed il controllo dell'anemia infettiva degli equidi che sostituisce integralmente il Decreto del Ministro della Sanità 4 dicembre 1976, al fine di armonizzare e rendere più efficaci le misure sanitarie per la lotta alla malattia poiché, dal punto di vista epidemiologico, continuano ad essere segnalati casi di tale patologia sul territorio nazionale, vietando tra l’altro di movimentare equidi non sottoposti ai controlli sanitari. 

Il Ministero ha ritenuto di adottare, per tutte le categorie di equidi, un piano obbligatorio per la sorveglianza sanitaria, uniforme per tutte le tipologie di aziende detentrici, senza avvalersi dell'assegnazione di qualifiche sanitarie che risultano ininfluenti ai fini della esecuzione dei piani di risanamento e dei provvedimenti applicativi.

 

La realizzazione delle misure straordinarie introdotte con le ordinanze ministeriali succedutesi in vigore a partire dal 2006 fino al 2012, ha consentito di acquisire maggiori informazioni sull'epidemiologia dell’AIE, sulla trasmissione dell'infezione e sulla diagnostica di laboratorio.

Utilizzando tali nozioni, le misure previste dal Decreto consentono di modulare in maniera flessibile i criteri di sorveglianza sulla base dell'analisi del rischio e, allo stesso tempo, di eliminare i controlli  sierologici annuali per le tipologie di allevamento quali "equidi sportivi", che comportano un inutile onere in termini di impiego di risorse e costi. 

Nell'ambito delle attività previste i proprietari o i detentori devono rendere disponibili ai Servizi Veterinari, o ai Veterinari Libero Professionisti formalmente incaricati, gli equidi da sottoporre a controllo, provvedendo al loro contenimento, anche nel caso in cui gli stessi siano tenuti allo stato brado.

Le prove di screening (ELISA) devono essere effettuate esclusivamente presso i laboratori degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, possono derogare a tale unicità solo gli equidi di pertinenza delle Forze Armate.

In caso di riscontro di positività, il campione è inviato per la conferma diagnostica al Centro di referenza nazionale per l'anemia infettiva equina degli equini (CRAIE), che, ai fini della conferma di laboratorio, impiega il Test di immunodiffusione in gel di agar (AGID). In caso di esito discordante potranno essere utilizzati anche altri metodi raccomandati dal Manuale del WOAH.

I proprietari o i detentori provvedono affinché l'esito sia riportato dal Servizio Veterinario di Sanità Animale competente sul documento d'identificazione dell'equide (passaporto). 

L’articolo 3 detta le norme da osservarsi in caso di positività confermata, ai sensi dell'art. 99 D.P.R. 8 febbraio 1954 n. 320, dall'art. 4, comma 5 lettera a), punto III) della Direttiva n. 2009/156/CE e dall'art. 4 del presente Decreto.

In questi casi i Servizi Veterinari provvedono direttamente, o grazie al collegamento con gli Uffici regionali, a inviare al Ministero, entro 24 ore dalla conferma, le informazioni previste dalla Direttiva 82/894/CE, tramite la registrazione nel Sistema informativo nazionale SIMAN. 

Le misure si applicano anche alle aziende che ricevono equidi sieropositivi oggetto di spostamento.

L’Allegato I è di fondamentale importanza e si occupa dei criteri da attuare per la sorveglianza ed il controllo dell’AIE.

In esso vengono enunciati:

  • le definizioni da applicare per la corretta comprensione della norma, tra cui le suddivisioni in area a “rischio elevato” e a “rischio basso”, le varie tipologie di “caso” e “focolaio”;
     
  • le modalità di spostamento, detenzione e controllo dei capi positivi;
     
  • la specifica propria di Area di sorveglianza attiva (ASA), in termini geografici, ed i Cluster di infezione con le determinazioni chilometriche;
     
  • le condizioni di Azienda “sospetta di AIE” e di “caso sospetto di AIE” ;

Stabilisce inoltre quali siano le attività di controllo da mettere in atto nelle Aree a rischio elevato e a rischio basso, dove (eccetto che per le ASA), devono essere sottoposti a controllo tutti gli equidi di età superiore ai 12 mesi ai fini della introduzione a fiere, aste, mercati, ippodromi ed altre concentrazioni (maneggi, scuderie, alpeggi, etc.) attraverso l'esecuzione di almeno un test sierologico nell’ambito dell’ultimo triennio.

Sono considerate inoltre “categorie a rischio” e sottoposte a controllo annuale, indipendentemente dalle categorizzazioni delle aree, le seguenti tipologie animali:

  1. equidi da lavoro, mantenuti negli allevamenti definiti da "lavoro" nel campo "orientamento  produttivo" della BDN;
     
  2. tutti i muli;
     
  3. tutti gli equidi, nelle aziende in cui siano presenti uno o più muli;
     
  4. in sede di macellazione tutti gli equidi nati ed allevati sul territorio nazionale.

La modulistica da utilizzare per l'invio dei campioni agli Istituti Zooprofilattici è riportata ai Moduli A e B, e non si discosta da quella già in vigore, i costi del campionamento, comprese le prove diagnostiche, sono interamente a carico del proprietario o del detentore dell'equide.

Nello stesso allegato I vengono inoltre dettagliatamente descritte le:

  • AZIONI CONSEGUENTI ALL'INDIVIDUAZIONE DI UN CASO SOSPETTO DI AIE;
     
  • AZIONI CONSEGUENTI ALL'APERTURA DI UN FOCOLAIO.

Nel Decreto, oltre alle consuete precauzioni previste anche in caso di altre malattie trasmissibili, vengono esposte nello specifico le norme di biosicurezza da garantire per il mantenimento in vita degli equidi sieropositivi", tali misure sono descritte in modo particolareggiato nell'allegato 2.

 

 

Ai fini della concreta applicazione del Piano si resta quindi in attesa, da parte degli organi regionali competenti, dell’inquadramento 

 

 

AutoreDr. Giuseppe Iacchia


 
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