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DISPONIBILITA’ H24 D’ACQUA D’ABBEVERATA NEGLI ALLEVAMENTI SUINI: NON SI CONCEDONO PIU’ DEROGHE

L'acqua è un componente imprescindibile e maggioritario della natura organica degli animali, uomo compreso, rappresentando tra il 50 e 70% del corpo degli adulti fino ad un 90% nei soggetti più giovani, con le corrispondenti variazioni secondo specie, razza, sesso, momento fisiologico e tipo di alimentazione.

I suini, come gli altri animali da reddito, assumono l'acqua da tre fonti: dall'abbeverata, dai liquidi di costituzione degli alimenti e da quella quota cosiddetta “metabolica”, quella cioè che prende origine dalle reazioni di ossidazione cui sono soggetti carboidrati, proteine e grassi.

Il mantenimento del bilancio idrico è determinato dalle perdite attraverso feci, urina, saliva, sudorazione, evaporazione, respirazione e attraverso le produzioni liquide (ad es. il latte).

 

Mentre per ogni altro principio nutritivo l’organismo presenta riserve più o meno rilevanti, le provviste idriche dirette praticamente sono insussistenti e la carenza di acqua porta a conseguenze più veloci ad instaurarsi e più imponenti di quella di cibo: l’organismo non sopravvive alla perdita del 10% di acqua, mentre teoricamente potrebbe perdere tutto il grasso di deposito e metà delle proteine corporee.

L'acqua, quindi, è un elemento essenziale per garantire il benessere degli animali allevati ed ottenere le performance produttive e riproduttive migliori. Tra altre funzioni dell'acqua abbiamo:

  • veicolo per i nutrienti
  • termoregolazione
  • parte integrante diretta ed indiretta dei principali equilibri di tutti i fenomeni fisici, chimici e biologici necessari per lo svolgimento dei processi fisiologici
  • matrice efficace per somministrare trattamenti terapeutici

    Va da sé che il rischio per i suini più comune e diffuso associato all'acqua è la contaminazione microbica, la cui trascuratezza può avere conseguenze talmente importanti che il controllo deve essere sempre un obiettivo di importanza prioritaria. Quindi è necessario dare precedenza al miglioramento, sviluppo, controllo e manutenzione degli impianti idrici degli allevamenti, costituendo un possibile punto critico nelle aziende d’allevamento.

La recentissima nota Ministeriale 0005732-04/03/2021-DGSAF-MDS-P avente per oggetto gli adempimenti in tema di benessere animale (di cui all’applicazione del Decreto legislativo 122/2011) sulla protezione dei suini in aziende da reddito, ribadisce che la normativa applicabile in materia impone che, per tutti i suini di età superiore alle due settimane d’età, deve essere resa disponibile acqua di abbeverata, fresca, in quantità sufficiente ed in modo permanente utilizzando appositi abbeveratoi.

Informa quindi che, per garantire i fabbisogni della specie, non si ritiene più possibile prevedere alcuna deroga relativamente a tale disposizione, indipendentemente dal tipo di alimentazione utilizzata.

Questo implica che anche in quegli allevamenti ove l’alimentazione è costituita principalmente da mescolanza di liquidi (acqua o siero) con elementi solidi (sfarinati, pellettati, ecc..), costituenti la cosiddetta “broda”, è resa comunque obbligatoria la dotazione di idonei erogatori di acqua costantemente in funzione.

A tal proposito si ricorda che tale sistema di alimentazione (Nota DGSAF 0017530-P-28/09/2012) rende possibile, dopo apposita autorizzazione interministeriale, produrre mangimi medicati per autoconsumo presso le aziende zootecniche, miscelando la broda alle premiscele medicamentose .

La check list del database Classyfarm, di cui si presenta un estratto riferito alla questione oggetto di questa trattazione, invita alla verifica della possibilità che tutti gli animali abbiano accesso ad un'appropriata quantità di acqua, di qualità adeguata, e che dalla seconda settimana di età ogni suino debba poter disporre in permanenza di acqua fresca sufficiente e che abbia la possibilità di costante accesso ad una fonte di distribuzione sempre funzionante (Decreto Legislativo 146/2001 e Decreto Legislativo 122/2011). Si richiede inoltre di rilevare il numero e la tipologia di abbeveratoi presenti, a imbocco, tazza o abbeveratoio permanente con rabbocco automatico (es sistema a galleggiante), la loro l'accessibilità e il loro funzionamento.

Al termine della breve nota del 4 di marzo il Ministero invita alla più capillare diffusione dell’appello di adempiere ai dettami dei decreti sopra citati ed alle altre misure nazionali in materia di protezione della specie finora emanate dal Ministero della Salute. Per valorizzare tali concetti viene richiamato quanto riportato nella Relazione finale della Commissione Europea n. 2017-6257, ove si è descritto il risultato dell’audit effettuato in Italia dal 13 al 17 novembre 2017 nell’ambito di un progetto della Commissione inteso a migliorare l’attuazione e l’applicazione della Direttiva 2008/120/CE, che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini nell’UE (da cui si evidenziarono carenze italiane nell’adottare  provvedimenti efficaci per far rispettare le disposizioni della Direttiva in materia di prevenzione della morsicatura della coda e del mozzamento della stessa come operazione di routine).

 

Autore

 

Giuseppe Iacchia 

 

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