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MARCHE DI MIELE, NATURALMENTE MARCHIGIANO

  • 7 luglio 2023
  • Autore: Redazione VeSA
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Venerdì 23 giugno 2023 è stato presentato il brand “Marche di Miele” nella Rotonda a Mare di Senigallia (AN) alla presenza dei presidenti dei consorzi apistici, degli apicoltori marchigiani e delle autorità locali, regionali e ministeriali.

Il marchio è il risultato del lavoro congiunto dei quattro consorzi apistici delle Marche il cui obiettivo è far conoscere la qualità dei mieli locali valorizzandone l’unicità e difendendo la biodiversità. Mieli made in Marche da api italiane (Apis mellifera ligustica) al 100%, poiché l’importazione di miele oltre a mettere in difficoltà i produttori locali per la vendita a prezzi non concorrenziali, non sempre è garanzia di qualità e di rispetto ambientale. Tra i primi produttori mondiali c’è la Cina, seguita da Turchia, Romania e Spagna. Gli apicoltori marchigiani insieme ai colleghi italiani si battono affinché in etichetta venga inserito l’obbligo di indicare il paese d’origine e la rispettiva quota percentuale nelle miscele di miele, dati al momento non riportati.

I consumatori che acquistano prodotti locali con l’etichetta visibile sui vasetti messi in vendita, lo fanno sia a proprio vantaggio scegliendo la qualità sia a vantaggio degli operatori apistici marchigiani.

Il progetto è contemplato nella nuova Legge Regionale n. 2 del 10 febbraio 2023, che modifica ed integra la precedente legge regionale n. 33 del 2012. Il presidente capofila del progetto è Frederic Oliva del consorzio apistico della provincia di Pesaro e Urbino coadiuvato dagli altri presidenti: Sergio Cocciarini della provincia di Ancona, Alvaro Caramanti della provincia di Macerata e Giovanni Zucconi delle province di Fermo e Ascoli Piceno.

L’evento ha visto l’intervento del Sindaco di Senigallia Massimo Olivetti; di Mirco Carloni, Presidente della XIII Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati; di Andrea Maria Antonini, Assessore all’Agricoltura Regione Marche che ha manifestato la vicinanza della regione al settore dell’apicoltura; di Luigi D’Eramo, Sottosegretario al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste con delega apicoltura la cui presenza ha confermato la volontà di lavorare in maniera determinante per sostenere il settore infatti, già nell’ambito del piano strategico della nuova Pac le risorse per la filiera apistica sono state aumentate a oltre 17 milioni di euro annui per il quinquennio 2023-2027; di Maria Assunta Stefano dell’Agenzia per l'innovazione nel settore agroalimentare e della pesca Marche, che ha presentato le caratteristiche di ogni miele.

 

 

Alcune tipologie di miele più diffuse sono quelle di Acacia, di Girasole, Millefiori, di Melata, di Coriandolo, di Tiglio oltre al Polline, alla Propoli (prodotta a partire da sostanze resinose che trasportano nell’alveare e a cui aggiungono polline, enzimi e cere) e alla Pappa Reale (secrezione ghiandolare delle operaie che serve da nutrimento per l’ape regina). Il miele contiene microelementi preziosi, ha un elevato valore biologico e nutritivo oltre che moltissime proprietà benefiche per la salute. Inoltre, è indicato come dolcificante, ideale in abbinamento ai formaggi, per la preparazione di dolci o semplicemente da spalmare sul pane. 

Ma le api oltre a produrre miele, cera, propoli e pappa reale, sono di fondamentale importanza per l’impollinazione garantendo la biodiversità. Si stima che l’87,5% delle piante selvatiche in fiore del mondo dipendono dall’impollinazione entomofila. Di questo tipo di impollinazione si avvantaggia circa il 70% delle colture agrarie più diffuse.

Il 20 dicembre 2017, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 20 maggio di ogni anno la Giornata mondiale delle api, su proposta della Repubblica di Slovenia per sottolineare l'importanza delle api, e in generale di tutti gli impollinatori, per l’ambiente e per l’uomo. Infatti, un numero crescente di specie di impollinatori in tutto il mondo è sull'orlo dell'estinzione. Ad oggi non è stata identificata una unica causa ma sono stati individuati diversi possibili fattori: la distruzione, il degrado e la frammentazione degli habitat; la semplificazione del paesaggio e l’eliminazione di fasce inerbite e siepi, filati, boschetti; la morte per fame delle api per via della ridotta disponibilità o qualità delle risorse alimentari; gli attacchi da agenti patogeni come virus, batteri, funghi e parassiti, tra cui specie invasive come l'acaro varroa (Varroa destructor), il calabrone asiatico (Vespa velutina) e il piccolo scarabeo dell'alveare (Aethina tumida); i cambiamenti climatici; l’uso di pesticidi in agricoltura e per il diserbo in aree urbane/ periurbane.