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AMR: conclusioni del Consiglio UE

  • 18 giugno 2019
  • Autore: Redazione VeSA
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Il Consiglio dei Ministri della Salute dell’Unione Europea ha approvato il documento conclusivo sulle azioni da intraprendere per fare dell'UE una regione in cui si applicano le migliori pratiche nella lotta alla resistenza antimicrobica.

Il Consiglio dell’UE innanzitutto ricorda che la resistenza antimicrobica costituisce una grave minaccia per la salute a carattere transfrontaliero, che non può essere affrontata in maniera adeguata da uno Stato membro da solo e non può essere confinata a una regione geografica o a uno Stato membro, e pertanto necessita di cooperazione e coordinamento intensi tra gli Stati membri.

Ancor più, la resistenza antimicrobica è un problema mondiale di sanità pubblica il cui impatto va oltre le sue gravi conseguenze per la salute umana e animale, dal momento che si ripercuote anche sull'ambiente e sulla produzione alimentare e, di conseguenza, sulla crescita economica. La resistenza antimicrobica incide inoltre fortemente sulle possibilità di conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Si sottolinea quindi che, secondo i dati ufficiali, nel mondo sono circa 700.000 l'anno i decessi che potrebbero essere causati dalla resistenza antimicrobica, di cui 33.000 decessi dovuti a infezioni resistenti agli antibiotici nell'Unione europea/SEE. Inoltre, in assenza di politiche volte ad arrestarne la diffusione, si prevede che la resistenza antimicrobica causerà milioni di decessi in tutto il mondo.

Nel documento si evidenzia il fatto che l'UE ha stabilito restrizioni giuridiche per evitare l'uso improprio di antimicrobici negli animali. In particolare dal 2006 è vietato l'uso di antibiotici come additivi per mangimi al fine di promuovere la crescita. Il Regolamento (UE) 2019/6 relativo ai medicinali veterinari e il Regolamento (UE) 2019/4 relativo ai mangimi medicati, di recente adozione, vietano altresì l'impiego dei medicinali antimicrobici allo scopo di promuovere la crescita o di aumentare la produttività, l'utilizzo preventivo di medicinali antimicrobici tramite mangimi medicati e l'utilizzo preventivo di antibiotici veterinari in gruppi di animali. Il regolamento relativo ai medicinali veterinari prevede anche restrizioni all'utilizzo metafilattico di medicinali antimicrobici e contiene disposizioni che prevedono la possibilità di riservare, sulla base di criteri specifici, taluni antimicrobici critici per il solo uso umano, al fine di preservarne meglio l'efficacia, nonché l'obbligo per gli Stati membri di raccogliere dati sulle vendite e sull'impiego di antimicrobici negli animali.

Il Consiglio dei Ministri inoltre sottolinea la necessità di adottare misure urgenti per stimolare lo sviluppo di nuovi antimicrobici, di terapie alternative e di una diagnostica rapida e moderna, compresi metodi per i test di sensibilità antimicrobica. Occorrono coordinamento e cooperazione a livello dell'UE e mondiale in materia di programmi di ricerca e incentivi

Nel documento conclusivo vengono quindi elencati una serie di importanti interventi che gli Stati Membri dovrebbero attuare nella lotta all’AMR:

  1. tutti gli Stati membri devono disporre di piani d'azione nazionali multisettoriali e di meccanismi di coordinamento e di monitoraggio al fine di adempiere ai loro impegni nell'ambito del piano d'azione globale sulla resistenza antimicrobica, in linea con l'approccio "One Health";
  2. assegnare risorse umane e finanziarie sufficienti per lo sviluppo e l'attuazione di azioni in materia di resistenza antimicrobica, prevenzione e controllo delle infezioni e stewardship antimicrobica a livello politico e clinico;
  3. rafforzare l'attuazione della legislazione, delle politiche attuali e degli impegni esistenti riguardo alla resistenza antimicrobica a livello dell'UE e internazionale, sulla base dell'approccio "One Health";
  4. rafforzare le misure in materia di prevenzione e controllo delle infezioni nel settore della salute umana e in quello della salute animale, in particolare nelle strutture sanitarie, investendo in pratiche igieniche e azioni di prevenzione, tra cui le vaccinazioni, la biosicurezza e la garanzia di accesso a metodi diagnostici rapidi e standard da utilizzare per confermare il tipo di infezione prima di ricorrere agli antibiotici, contribuendo in tal modo a ridurre l'uso improprio di antibiotici e il rischio correlato di sviluppare resistenza antimicrobica;
  5. rafforzare la cooperazione e la solidarietà in materia di lotta alla resistenza antimicrobica;
  6.  applicare la legislazione vigente in materia di uso e vendita di antimicrobici, in particolare per limitare le vendite senza ricetta medica e, se del caso, prendere in considerazione un'ulteriore regolamentazione;
  7. stabilire obiettivi nazionali misurabili in materia di riduzione dell'uso complessivo degli antimicrobici e monitorare i progressi nella riduzione della diffusione della resistenza antimicrobica, tenendo conto, nella misura appropriata, degli indicatori elaborati dall'EFSA, dall'EMA e dall'ECDC.

I compiti della Commissione Europea sono invece i seguenti:

  1. elaborare e attuare efficacemente, a livello UE e nazionale, strategie di comunicazione coordinate finalizzate sia alla prevenzione delle infezioni dovute alla resistenza antimicrobica sia all'uso di antimicrobici in caso di insorgenza di epidemie;
  2. promuovere iniziative di sensibilizzazione rivolte alla società in generale, attraverso i mass media e i social media, sulla gravità della resistenza antimicrobica in quanto minaccia per la salute e sulla necessità di prevenire le infezioni e di utilizzare gli antimicrobici con prudenza;
  3. rafforzare e ampliare la sorveglianza dei tassi di resistenza antimicrobica e di infezioni ospedaliere nonché del consumo di antimicrobici nei settori della salute sia umana sia animale, aggiornare gli orientamenti terapeutici, conseguire un uso prudente degli antibiotici, monitorare l'emergere della resistenza antimicrobica e sviluppare efficaci misure di prevenzione e controllo delle infezioni per scongiurare la resistenza antimicrobica. È opportuno considerare programmi di sorveglianza "One Health" al fine di consentire l'analisi integrata dei dati sulla resistenza antimicrobica nei settori della salute umana e animale, dell'alimentazione e dell'ambiente;
  4. promuovere la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione connessi alla resistenza antimicrobica e sostenere il coordinamento e la cooperazione a livello UE e mondiale;
  5. impedire l'uso non prudente degli antimicrobici ottenuti attraverso acquisti transfrontalieri per uso personale, prescrizioni transfrontaliere e vendite via Internet;
  6. monitorare i residui di antimicrobici derivanti dall'uso e dalla produzione, nonché i microrganismi resistenti nel suolo e nelle acque sotterranee e di superficie, conformemente alla legislazione UE e nazionale in vigore, e prendere in considerazione ulteriori misure legislative, se del caso, per affrontare il problema della loro presenza nell'ambiente;
  7. sostenere la raccolta di dati da parte degli Stati membri sulle vendite e sull'uso di antimicrobici negli animali in modo da garantire l'efficace attuazione della raccolta e del trattamento dei dati in linea con il Regolamento (UE) 2019/6 relativo ai medicinali veterinari e prendere in considerazione l'assegnazione di apposite risorse finanziarie.

 

Autore: Dott. Stefano Gabrio Manciola

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Tag: AMR
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