Antibiotici in cani e gatti: le nuove linee guida del Ministero della Salute per combattere l’antibiotico-resistenza
Il Ministero della Salute ha pubblicato nel 2026 le nuove linee guida dedicate all’uso prudente degli antibiotici nel cane e nel gatto, un documento tecnico pensato per veterinari e professionisti del settore. L’obiettivo è chiaro: ridurre l’abuso di antimicrobici negli animali da compagnia e contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, oggi considerato una delle principali minacce sanitarie globali.
Il documento si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) e richiama il principio “One Health”, secondo cui salute umana, salute animale e ambiente sono strettamente collegati. Proprio la crescente convivenza tra esseri umani e animali domestici aumenta il rischio di trasmissione di batteri resistenti tra specie diverse.
Perché l’antibiotico-resistenza riguarda anche gli animali domestici
Negli ultimi anni cani e gatti sono diventati membri sempre più centrali delle famiglie. Questo ha portato a un maggiore ricorso alle cure veterinarie e, di conseguenza, a un aumento dell’utilizzo di antibiotici. Secondo le linee guida ministeriali, gli animali da compagnia possono fungere da “serbatoio” di batteri resistenti, favorendone la diffusione nell’ambiente domestico.
Tra i microrganismi più preoccupanti citati nel documento figurano:
- MRSA (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina);
- MRSP (Staphylococcus pseudintermedius resistente alla meticillina);
- Enterobatteri produttori di carbapenemasi.
Questi batteri possono circolare tra animali e persone, rendendo più difficili le cure sia in medicina veterinaria sia in medicina umana.
Le principali raccomandazioni per i veterinari
Le linee guida sottolineano che gli antibiotici devono essere utilizzati solo quando realmente necessari. Prima di iniziare una terapia antibiotica, il veterinario dovrebbe accertare che l’infezione sia effettivamente di origine batterica.
Il documento raccomanda inoltre di:
- basare la terapia su diagnosi clinica ed esami microbiologici;
- effettuare l’antibiogramma quando possibile;
- scegliere antibiotici efficaci ma con minore impatto sulla selezione di batteri resistenti;
- evitare trattamenti inutili o troppo lunghi;
- privilegiare medicinali veterinari autorizzati per la specie trattata.
Particolare attenzione viene riservata agli antibiotici considerati “critici” per la salute umana, come cefalosporine di terza e quarta generazione, fluorochinoloni e polimixine, il cui uso deve essere limitato e attentamente controllato. Alcuni farmaci, tra cui carbapenemi e vancomicina, sono invece vietati negli animali perché riservati esclusivamente alla medicina umana.
L’importanza dell’igiene nelle cliniche veterinarie
Le nuove linee guida dedicano ampio spazio anche alla prevenzione delle infezioni nelle strutture veterinarie. Il Ministero evidenzia come una scarsa igiene, associata all’uso eccessivo di antibiotici, favorisca la diffusione di batteri resistenti.
Tra le misure raccomandate:
- rigorosa igiene delle mani;
- disinfezione regolare di strumenti e superfici;
- separazione degli ambienti in base al rischio infettivo;
- uso corretto dei dispositivi di protezione individuale;
- controlli microbiologici periodici nelle cliniche veterinarie.
Le mani del personale sanitario vengono definite il principale veicolo di trasmissione dei microrganismi, motivo per cui il lavaggio corretto rappresenta una delle strategie più efficaci per limitare le infezioni.
Un documento non obbligatorio ma fondamentale
Il Ministero specifica che le linee guida non hanno carattere legislativo né obbligatorio. Si tratta però di uno strumento operativo importante per aiutare i veterinari a prendere decisioni terapeutiche più consapevoli e uniformi sul territorio nazionale.
Il testo viene inoltre definito “dinamico”: potrà essere aggiornato nel tempo sulla base delle nuove evidenze scientifiche e delle future indicazioni europee in materia di antibiotico-resistenza.
Una sfida che riguarda tutti
La lotta all’antibiotico-resistenza non riguarda soltanto ospedali e allevamenti intensivi, ma anche la vita quotidiana con gli animali domestici. L’uso corretto degli antibiotici in cani e gatti è oggi considerato parte integrante della tutela della salute pubblica.
Per questo motivo, le nuove linee guida rappresentano un passo importante verso una medicina veterinaria più responsabile, capace di proteggere contemporaneamente il benessere degli animali e l’efficacia futura degli antibiotici per l’uomo.
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