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Indicatori per valutare AMR e consumo di antimicrobici nell’uomo e negli animali da produzione alimentare

  • 27 ottobre 2017
  • Autore: Redazione VeSA
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Indicatori per valutare AMR e consumo di antimicrobici nell’uomo e negli animali da produzione alimentare

Il 26/10/2017 è stato pubblicato un parere scientifico, frutto della collaborazione fra ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ed EMA (Agenzia europea per i medicinali), in cui le tre agenzie europee stabiliscono un elenco di indicatori per aiutare gli Stati membri dell'UE a valutare i loro progressi nella riduzione dell'uso di antimicrobici e nel monitoraggio dell’antibiotico-resistenza (AMR), sia nell’uomo che negli animali che producono aliment

L'approccio è del tipo "ONE Health" con indicatori relativi sia al settore umano che a quello veterinario, riguardanti l’assunzione di antibiotici e l’antibiotico-resistenza nella comunità, in ambito ospedaliero e negli animali destinati all aproduzione di alimenti. In Europa sono attive diverse reti di monitoraggio e gli indicatori si basano su dati ricavati da dette reti.

Uno degli obiettivi che la Commissione si era data, all'atto della pubblicazione del nuovo piano d'azione dell'UE contro l'AMR, era quello di corredare il piano con idonei indicatori per misurare i progressi ai livelli Europeo e nazionali. Senza indicatori sarebbe impossibile valutare i progressi nella lotta alla minaccia globale rappresentata dalla mancata efficacia degli antimicrobici.

Per la medicina umana, gli indicatori proposti per valutare il consumo antimicrobico sono:

    1. il consumo totale di antimicrobici (limitato agli antibatterici per uso sistemico),

    2. il rapporto fra il consumo di determinate classi di antimicrobici ad ampio spettro e a spettro stretto,

    3. il consumo di alcuni antimicrobici ad ampio spettro utilizzati in ambienti sanitari.

Gli indicatori proposti per l'AMR in medicina umana sono:

  1. Staphylococcus aureus resistente alla meticillina,
  2. Escherichia coli resistente alle cefalosporine di terza generazione,
  3. Klebsiella pneumoniae resistente ad aminoglicosidi, fluorochinoloni e cefalosporine di terza generazione,
  4. Streptococcus pneumoniae resistente alla penicillina,
  5. Streptococcus pneumonie resistente ai macrolidi e
  6. Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi.

Per gli animali produttori di alimenti, gli indicatori per valutare il consumo antimicrobico sono:

  1. vendite complessive di antimicrobici,
  2. vendite di cefalosporine di terza e quarta generazione,
  3. vendite di chinoloni e
  4. vendita di polimixine.

mentre gli indicatori proposti per l'AMR sono:

  1. la sensibilità di E. coli ad un gruppo predefinito di antimicrobici,
  2. entità dei campioni contenenti E. coli produttori di ESBL e AmpC,
  3. la resistenza di E. coli a tre o più classi di antimicrobici e
  4. la resistenza di E. coli  alla ciprofloxacina.

Gli indicatori scelti dovranno essere riesaminati almeno ogni 5 anni.

Gli indicatori scelti, che dovranno essere riesaminati almeno ogni 5 anni, sono frutto dell’intensa collaborazione tra le tre agenzie dell'UE, ognuna delle quali ha contributo sulla base delle proprie competenze specifiche e dei dati relativi al monitoraggio dell’antibiotico-resistenza nonché al consumo di antibiotici negli animali e nell’uomo.

 

Leggi il parere (In ingelse)

 

Autore: Dott. Stefano Gabrio Manciola

 

Per approfondire leggi qui

 

Data di pubblicazione 28 ottobre 2017

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Tag: AMR
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