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L'uso responsabile degli antiparassitari in acquacoltura

  • 31 maggio 2022
  • Autore: Redazione VeSA
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L'uso responsabile degli antiparassitari in acquacoltura

La resistenza antiparassitaria è un fenomeno naturale che occorre anche in assenza di trattamenti farmacologici.

Particolari specie e ceppi di parassiti sono naturalmente resistenti ad alcuni antiparassitari. L’area sulla quale è possibile intervenire è quella della "resistenza acquisita", quella che si verifica dopo l'esposizione del parassita all'antiparassitario. SI tratta di un rischio intrinseco associato a qualsiasi uso di farmaci antiparassitari in qualsiasi specie.

Gli antiparassitari rappresentano uno strumento importante per ridurre le malattie e le sofferenze dai pesci. È importante monitorare l’efficacia degli antiparassitari per evitare che in un futuro vengano utilizzati prodotti non più efficaci a causa dei cambiamenti dei modelli di resistenza.

Vi è un forte preoccupazione per l’impatto da parte dei parassiti esterni come, ad esempio i pidocchi del salmone sulle popolazioni di pesci selvatici.

Mantenere elevati livelli di controllo dei pidocchi, assieme al monitoraggio regolare delle infestazioni nei pesci d'allevamento, riduce la possibilità che le gabbie dei salmoni fungano da serbatoi di infezione per le popolazioni di pesci selvatici.

Allo stesso tempo, i pesci selvatici infestati possono fungere da ospiti per i parassiti e possono potenzialmente infestare popolazioni sane di pesci d'allevamento.

Vi è una responsabilità condivisa tra il veterinario e l'allevatore per garantire che gli antiparassitari vengano utilizzati correttamente e per validi motivi. Ciò è essenziale affinché il consumatore possa essere certo che i residui di antiparassitari siano assenti negli alimenti.

Normalmente, è importante valutare sempre l'efficacia di qualsiasi trattamento per garantire un vantaggio in termini di costi, mentre a volte il trattamento può anche essere giustificato anche solo per mantenere i pesci in idonee condizioni di benessere.

Gli antiparassitari devono essere prescritti ed usati solo in base alle indicazioni di un veterinario che sia responsabile della salute degli animali da un punto di vista pratico e non solo nominale.

Sebbene le circostanze varino enormemente, l’uso responsabile degli antiparassitari prevede che il veterinario abbia visto gli animali per poter fare una diagnosi o che, almeno, abbia visitato l’allevamento sufficientemente spesso e abbastanza recentemente da aver acquisito, attraverso conoscenza e ispezione personali, un quadro accurato e aggiornato dello stato di salute attuale in quell'azienda in modo da consentirgli di fare una diagnosi e di prescrivere il farmaco adatto.

In qualsiasi caso di utilizzo di antiparassitari dovrebbero essere usate le migliori informazioni disponibili per determinare il trattamento, i regimi e le dosi più prudenti. Il veterinario dovrebbe eseguire tutte le procedure diagnostiche pertinenti e, se necessario, ispezioni in allevamento.

L’obiettivo è quello di garantire un'efficacia ottimale del trattamento, con il minimo rischio di sviluppare resistenza. Il veterinario deve essere la naturale fonte di informazioni per l'allevatore. Sarebbe opportuna un’indicazione in favore della rotazione dei principi attivi per ridurre il rischio di sviluppo di resistenze.

Gli allevatori, dall’altro canto, hanno la responsabilità di salvaguardare la salute dei pesci nei loro impianti.

Se del caso, gli allevatori possono chiedere al proprio veterinario di aiutarli nel gestire questa responsabilità. Gli allevatori possono svolgere un ruolo importante per garantire l'uso responsabile dei medicinali negli allevamenti ittici seguendo alcune indicazioni:

a. Considerare i prodotti antiparassitari complementari a una buona gestione e alle buone pratiche igieniche

b. Dovrebbe essere redatto un piano sanitario dell’allevamento che delinei la routine dei trattamenti preventivi (ad esempio vaccinazione, controllo dei funghi, controllo dei parassiti, ecc.).

c. Iniziare il trattamento con un medicinale prescritto da un veterinario (anche sotto forma di mangime medicato)

d. Assicurarsi che vengano fornite informazioni accurate al veterinario in modo da poter calcolare il dosaggio corretto del farmaco e garantire che istruzioni chiare siano ricevute e trasmesse, ove necessario, al personale incaricato. Il calcolo della biomassa e dei volumi d'acqua sono fondamentali per dosaggio corretto.

e. Porre attenzione ad eventuali reazioni avverse che possono occorrere in seguito all’utilizzo del farmaco prescritto. Segnalare al veterinario ogni sospetta reazione avversa al medicinale nel pesce trattato o nel personale dell'allevamento a contatto con il medicinale

f. Completare sempre il ciclo di trattamento al dosaggio corretto. Assicurarsi che il dosaggio previsto venga rispettato in modo efficace mediante un'attenta somministrazione.

g. Utilizzare reti pulite per contenere i pesci durante i trattamenti del bagno, poiché quantità importanti di materiale organico sulle reti interferiranno con il corretto dosaggio.

j. Assicurarsi che la fine della terapia orale sia determinata con precisione pulendo il contenitore degli alimenti o la tramoggia a seconda dei casi.

 K. Assicurarsi che il tempo di sospensione appropriato sia rispettato prima di avviare il pesce al consumo umano. Il tempo di sospensione da rispettare è quello specificato sulla prescrizione dei mangimi medicati oppure quello stabilito dal veterinario.

l. Tenere una registrazione dei trattamenti con medicinali.

m. Registrare accuratamente il pesce trattato, il numero di lotto, la quantità del medicinale utilizzato, il tempo di sospensione richiesto e la data in cui il trattamento è stato completato.

n. Per tutti i medicinali utilizzati, le informazioni appropriate devono essere conservate in archivio – ad esempio, sommario delle caratteristiche del prodotto, foglietti illustrativi o schede dei dati di sicurezza.

o. Conservare campioni di mangime medicato per analisi future, se necessario.

p. Garantire un comportamento responsabile in merito all'uso, allo stoccaggio e alla sicurezza dello smaltimento dei medicinali.  

Quanto sopra deve essere supportato da sistemi di registrazione che sono essenziali per fornire un quadro per identificare i problemi e consentire appropriate modifiche gestionali. Il tutto nell’ottica di giungere a una riduzione dell'uso di antimicrobici.

 

 

Alessandro Baiguini

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