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ULTERIORE INASPRIMENTO DELLE MISURE DI BIOSICUREZZA NEGLI AVICOLI

  • 1 dicembre 2020
  • Autore: Redazione VeSA
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La situazione che riguarda l’Influenza Aviaria in Europa è in rapida evoluzione ed il pericolo che possa interessare il territorio nazionale diventa ogni giorno crescente. Stiamo assistendo, infatti, ad un aumento del numero dei focolai confermati da virus HPAI, sottotipo H5, in Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, Belgio, Croazia, Francia compresa l’isola più prossima all’Italia, cioè la Corsica.

Come comunicato pochi giorni orsono (precisamente il 20 novembre c.a.) il Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria (Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie) ha segnalato il rilievo di positività ai virus influenzali dello stesso sottotipo H5 HPAI in anatidi selvatici, cacciati durante la recente stagione venatoria in Veneto, sovrapponibile al virus responsabile dei focolai riscontrati in Europa nello stesso periodo,.

Tale situazione epidemiologica evidenzia un palese incremento del rischio di penetrazione della malattia nella popolazione avicola italiana, sia domestica che commerciale, e quindi si rende oltremodo opportuna la necessità di aggiornare e rendere maggiormente efficaci le misure di prevenzione già in atto .

Con la disposizione ministeriale 0025509-26/11/2020-DGSAF-MDS-P vengono inasprite le norme precauzionali di biosicurezza vigenti (cosa che viene ribadita anche dalla P.F. Veterinaria e Sicurezza Alimentare attraverso la nota 0012553|30/11/2020|R_MARCHE|ARS|VSA|P).

In particolare ci si deve adeguare alle seguenti indicazioni :

- sospensione del rilascio di pollame per il ripopolamento di selvaggina da penna nelle Regioni ad alto rischio di cui al Decreto Ministeriale 14 marzo 2018, escludendo anche eventuali possibili deroghe per le Aree densamente popolate da allevamenti avicoli (DPPA);

- chiusura del pollame e dei volatili in cattività nelle aziende che effettuano allevamento all’aperto, norma valida su tutto il territorio nazionale, secondo le modalità previste dall’Accordo Stato-Regioni 25 luglio 2019 per le Zone A e B.

 

 

Le Regioni a basso rischio, come le Marche, possono effettuare opportune valutazioni del rischio, ed eventualmente derogare all’imposizione, tramite l’applicazione di misure di mitigazione del rischio, ai sensi della Decisione di esecuzione 2018/1136/UE. Ciò è possibile se il pollame è protetto dal contatto con volatili selvatici con l’utilizzo di reti, tetti, tessuti orizzontali o altri mezzi, oppure se gli animali vengono alimentati e abbeverati al chiuso, o sotto una tettoia che ostacoli in modo sufficiente l'accesso di uccelli selvatici, impedendo quindi che abbiano contatti con il mangime o l'acqua destinati agli avicoli allevati;

- La concentrazione di pollame e altri volatili in occasione di mercati, mostre, esposizioni può essere autorizzata solo a condizione che siano rafforzate le attività di vigilanza sanitaria, e che le manifestazioni siano organizzate e gestite in maniera da ridurre al minimo il rischio di diffusione del virus. Sono in ogni caso fatte salve le misure di cui al Decreto 25 giugno 2010, in particolare, il divieto di reintroduzione da fiere e mercati per le aziende “accreditate e per i commercianti che effettuano attività all’ingrosso extra-regionale”;

- Elevare il sistema di early warning negli uccelli selvatici e negli avicoli domestici mediante il precoce rilevamento e segnalazione alle autorità sanitarie competenti di qualsiasi evento che possa indurre un sospetto di influenza aviaria;

- Ampliare le attività di sorveglianza attiva e passiva nell’avifauna, con la collaborazione di tutte le Istituzioni e Associazioni coinvolte, effettuando test per il tramite degli IIZZSS competenti per territorio, in particolare si evidenzia l’opportunità che, nell’espletamento dell’attività venatoria, venga adottato ogni possibile comportamento al fine di evitare il contatto con i virus influenzali.

Considerato il rischio di veicolare virus pericolosi dopo una battuta di caccia è di fondamentale importanza che siano messe in atto misure di biosicurezza, quale il cambio di vestiario e calzature e accurata igiene personale al termine dell’attività venatoria, per ridurre al massimo ogni rischio di trasmissione dell’infezione al pollame o ad uccelli tenuti in cattività, eventualmente allevati in ambito domestico.

E’ significativo sottolineare come il Ministero ritenga queste attività, connesse alla garanzia della biosicurezza negli allevamenti avicoli ed indirizzate alla prevenzione dell’introduzione dei virus influenzali, tra le funzioni “indifferibili” dovute dai Servizi Veterinari, anche in concomitanza alla pandemia da Covid 19 ed alle limitazioni lavorative inevitabilmente collegate.

 

Autore

Dott. Giuseppe Iacchia 

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Categorie: Influenza aviare
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