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OGM: l’Italia potrà dire no ad alimenti e mangimi geneticamente modificati?

  • 23 aprile 2015
  • Autore: Redazione VeSA
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Attualmente gli Stati della Unione Europea possono vietare l’utilizzo delle sementi geneticamente modificate anche se l’Unione Europea ne ha autorizzato l’uso.
Per il momento, per quanto riguarda gli alimenti ed i mangimi OGM, non è possibile per uno Stato dell’Unione vietarne l’uso.

In data 22 aprile 2015 la Commissione Europea ha però comunicato che intende tenere fede a quanto indicato nel documento Orientamenti politici per la prossima Commissione Europea (“Intendo procedere al riesame delle norme procedurali relative alle diverse autorizzazioni degli OGM. Non ritengo giusto che la Commissione possa decidere allorquando la maggioranza degli Stati membri non l’ha incoraggiata in tal senso.” C. Junker Discorso di apertura della plenaria del Parlamento europeo Strasburgo, 15 luglio 2014).

Da qui la proposta di modifica del pacchetto legislativo al fine di permettere cambiamenti che riflettano le opinioni del pubblico e consentano ai governi nazionali di avere più voce in capitolo per quanto concerne l'uso di OGM autorizzati a livello dell'UE destinati all'alimentazione umana (alimenti) o animale (mangimi).

"Una volta adottata, la proposta odierna, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, darà agli Stati membri maggiore voce in capitolo per quanto riguarda l’uso sul loro territorio di OGM autorizzati a livello dell'UE negli alimenti e nei mangimi." Ha detto il Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis.

L’obiettivo della Commissione è quello di mantenere un equilibrio tra la validità del sistema di autorizzazione dell'UE e la libertà di decisione degli Stati membri riguardo all'uso degli OGM nel loro territorio.
Attualmente un OGM viene autorizzato dalle Istituzioni Europee ai sensi del Regolamento 1829/2003 a seguito del parere scientifico prodotto dall’EFSA.

Non verrà modificato l’iter autorizzativo teso comunque a garantire la sicurezza dell’OGM valutato, ma una volta che un OGM è autorizzato per l'uso in Europa come alimento o come mangime, gli Stati membri avranno la possibilità di decidere se consentire o no che un determinato OGM venga usato nella loro catena alimentare.
Al pari di quanto avviene nel caso di Stati Membri che vietino la coltivazione di piante OGM, ai sensi della Direttiva UE 2015/412, le misure di restrizione dovranno fondarsi su motivi legittimi diversi da quelli valutati a livello dell'UE, vale a dire su rischi per la salute umana o animale o per l'ambiente.

La Direttiva UE 2015/412 stabilisce che Stati membri hanno la possibilità di adottare misure motivate che limitano o vietano in tutto il loro territorio o in parte di esso la coltivazione di un OGM o di un gruppo di OGM.
La Regione Marche ha una specifica posizione che l’ha portata ad assumere il ruolo di capofila in materia di OGM presso la “Commissione politiche Agricole della Conferenza delle Regioni e delle province Autonome “ (CPA). InEuropala Regione Marche ha il ruolo di Vice-Presidente (insieme alla Regione Alta Austria; ) della Rete delle Regioni europee OGM-Free allargata a n. 62 regioni europee.

La Regione Marche ha istituito, nel 2003, il Nucleo operativo per la prevenzione e l’intervento in materia di OGM (DGR 1265/03) a seguito della necessità di fronteggiare il fenomeno della presenza di coltivazioni transgeniche non autorizzate.
Il 21 aprile 2015 il Nucleo operativo per la prevenzione e l’intervento in materia di OGM si è riunito ed ha proposto di continuare, anche per la campagna 2015, piano di controllo sulle sementi a livello regionale per dare agli agricoltori la massima garanzia nell’uso delle sementi convenzionali di mais e soia.

Per quanto riguarda i controlli effettuati nella Regione Marche sugli alimenti e sui mangimi sono operativi due piani ai sensi dei Decreti della P.F. Veterinaria e Sicurezza Alimentare 24 del 13 febbraio 2015 e 33 del 27 febbraio 2012. Numero ed esiti dei controlli effettuati dai Dipartimento di Prevenzione dell’ASUR Marche in collaborazione con gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali sono riportati nella tabella controlli ASUR.

Fonte: Comunicato stampa della Commissione

Autore: Dr. Alessandro Baiguini

Data pubblicazione: 23 aprile 2015
 

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