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L’ ALLEVAMENTO INTENSIVO DELLA GALLINA OVAIOLA Attività svolte della U.O.C. Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche della AST PU

  • 8 gennaio 2026
  • Autore: Redazione VeSA
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I titoli citati testimoniano l’importanza che il settore avicolo, nelle sue varie declinazioni (broiler, ovaiole, tacchini etc.), svolge nel mercato Italiano che vanta una filiera in grado di garantire la copertura del fabbisogno nazionale.

Il crescente interesse dell’opinione pubblica nei confronti di questi sistemi di allevamento è tale che alcune associazioni di consumatori (quali “End the cage Age”) con 1,4 milioni di firmatari a livello europeo, si sono fatte portavoce di una proposta di abolizione dell’allevamento in gabbia presso la Commissione Europea.

In previsione dell’emanazione di nuovi regolamenti in merito (ad oggi attesi entro la fine del 2026) l’orientamento dei consumatori sta determinando cambiamenti importanti del mercato tanto che alcuni Paesi del nord Europa hanno già legiferato per l’abolizione dell’uso delle gabbie (vedi Svezia, Danimarca, Germania) ed importanti Gruppi della Grande Distribuzione adottano criteri di selezione dei fornitori in tal senso. 

Sul territorio nazionale circa il 34% dell’allevamento di galline ovaiole (dati EFSA) prevede ancora l’utilizzo di gabbie modificate (D.Lgs 29 Luglio 2003, n.267) mentre nella nostra provincia il dato, soprattutto in funzione dei capi presenti, supera il 50%.

Rispetto al resto del territorio regionale Pesaro Urbino ha la maggior densità di capi “riproduttori” (le cui uova sono quindi destinate agli incubatoti) ed un importante presenza di stabilimenti per la produzione di uova da consumo.

Produzione uova da consumo nella AST di Pesaro Urbino.

 

La conversione a sistemi di allevamento in grado di garantire un maggior benessere alle ovaiole (allevamento a terra e/o all’aperto) comporta un maggior rischio di “contatto” con volatili selvatici migratori ed impone un nuovo approccio nella gestione dell’allevamento, una maggior attenzione nella applicazione e nel rispetto delle misure di Biosicurezza in grado di limitare la possibile introduzione di agenti infettivi batterici, virali o parassitari.

E’ noto come i focolai di Influenza Aviaria che periodicamente compaiono nelle regioni a più alta vocazione (Veneto, Emilia Romagna e Lombardia producono oltre il 50% delle uova nazionali) causino danni economici rilevanti.

La produzione di uova da consumo destinate alla commercializzazione prevede poi l’applicazione di un Piano di Controllo delle Salmonellosi (PNCS 2025-2027) al fine di monitorare il pericolo derivante dalla presenza di soggetti eliminatori che possano contaminare l’uovo. L’eventuale presenza di ceppi di Salmonelle maggiori negli alimenti rappresenta un grave pericolo per la salute dei consumatori.

A conferma dell’attenzione posta nei confronti di questo settore nella nostra regione, già nel 2023, nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025 (PRP), è stato organizzato un evento formativo relativo alle malattie trasmesse da alimenti (MTA) sul tema: “le uova, una risorsa da controllare”.

Inoltre lo scorso 25 Settembre il “Corso Regionale sul Benessere Animale” ha previsto una presentazione dedicata alle condizioni di allevamento della gallina ovaiola.

I’ U.O.C. Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche (.I.A.P.Z.) della AST PU durante l’anno 2025 ha condotto attività di controllo ufficiale nel settore avicolo nell’ambito dei piani regionali, in particolare:

  • n. 6 campionamenti mangimi per Piano Ragionale Alimentazione Animale;
  • n. 6 campionamenti previsti dal Piano Regionale Residui;
  • n. 3 check list Benessere Animale;
  • n. 5 check list relative Piano Farmacosorveglianza;
  • n. 5 controlli Biosicurezza su allevamenti superiori ai 350 capi.

A seguito di un recente caso di positività per Salmonella maggiori (S. enteritidis) emersa dal monitoraggio previsto dal PNCS, l’ UOC. I.A.P.Z., per quanto di competenza, in attività congiunta con le UUOOCC SA e IAOA, si è occupata della emanazione dei provvedimenti conseguenti e del controllo sulle azioni successive poste in essere dall’ operatore (allevatore) in merito alla gestione degli animali, della pollina, del mangime e delle uova presenti in allevamento.

Il caso sopra sinteticamente descritto testimonia come tutte le attività di controllo ufficiale e le attività conseguenti messe in atto nel settore dell’allevamento avicolo dalla UOC IAPZ della AST PU, in sinergia con le altre UUOOCC del Dipartimento di Prevenzione, siano essenziali ai fini della tutela della salute del consumatore.

 

AUTORE: Dr. Antonio Antonini

 

 

 

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Categorie: Sanità animale
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