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TUBERCOLOSI BOVINA NEGLI ALLEVAMENTI DELL'ALTO MACERATESE: ATTIVITA' SANITARIA PER IL RISANAMENTO

  • 11 ottobre 2016
  • Autore: Redazione VeSA
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La tubercolosi bovina è una malattia del bovino trasmissibile all'uomo e ad altre specie animali e si presenta in tutte le specie con un grave decorso patologico, cronico e depauperante.

Gli allevamenti bovini sono sottoposti a controllo obbligatorio della malattia, che prevede l'esecuzione di test diagnostici in allevamento e il controllo ispettivo degli animali macellati.

La circolazione della tubercolosi bovina nel territorio dell'alto maceratese è caratterizzata da un decorso temporale molto lungo. Nella stessa zona, dal 2002, l'infezione è stata rilevata in bovini allevati e cinghiali abbattuti a caccia, con l'isolamento di Mycobacterium Bovis con medesimo profilo genetico.

Le popolazioni di animali selvatici (cinghiali) giocano un ruolo importante (vedi: Tubercolosi negli animali selvatici della Regione Marche). In Italia, è nota da tempo la rilevanza del cinghiale come specie indicatore della presenza di Tubercolosi in bovini al pascolo. Il bovino rappresenta infatti il serbatoio esclusivo dell’infezione, tuttavia il cinghiale può esercitare una funzione di mantenimento locale attraverso la diffusione a co-specifici.

Nell'anno 2013  in seguito al rilevamento di un focolaio di tubercolosi bovina nel Comune di Matelica è stato adottato nella Regione Marche il DPGR 156/2013 - attività di controllo per il risanamento dei focolai di tubercolosi, che ha individuato due aree di controllo (Vedi Mappa): un'area controllo bovini (in rosso) dove potenziare le attività di sorveglianza sugli allevamenti bovini in azienda e al pascolo, e un'area controllo selvatici (in blu), ricomprendente al suo interno la prima, dove intensificare le attività di sorveglianza sulle specie selvatiche coinvolte.

 

L’area controllo bovini è stata delimitata considerando le zone di pascolo coinvolte nell’infezione a partire dall’anno 2002 considerando anche la presenza di barriere naturali o artificiali. L’area controllo selvatici è stata delimitata considerando, sulla base di barriere naturali o artificiali, l’area di possibile diffusione dei selvatici potenzialmente interessati dall’infezione.

Nell'anno 2016 ci sono stati nuovi focolai di tubercolosi bovina nella medesima area a rischio (definita dal DPGR 156/2013); da aprile 2016 ad oggi sono stati confermati 4 focolai.

Per il primo allevamento con focolaio confermato non è stato possibile attraverso l'indagine epidemiologica individuare una fonte certa di ingresso della malattia in azienda, né risultano promiscuità di pascolo con altre aziende. I due focolai confermati successivamente sono funzionalmente collegati dal punto di vista epidemiologico al primo. Per l'ultimo focolaio sono in corso le operazioni di risanamento.

In una riunione tecnica del 15 luglio 2016 tenutasi presso la sede della PF Veterinaria e Sicurezza Alimentare in via Don Gioia 8, Ancona,  è stata discussa l'attività sanitaria per il risanamento dei focolai di tubercolosi bovina e le relative strategie d'azione, e sono stati definiti i seguenti obiettivi:

  • risanamento della tubercolosi degli allevamenti bovini presenti nel territorio a rischio
  • controllo e attuazione delle misure di contrasto della diffusione della tubercolosi (M.Bovis) nelle popolazioni dei selvatici, e dai selvatici verso gli animali allevati
  • raggiungimento della qualifica di territorio ufficialmente indenne per tubercolosi bovina anche nella provincia di Macerata, e di conseguenza per l'intero territorio della Regione Marche.

Per quanto riguarda l'attività sanitaria, il Servizio Sanità Animale applicherà le misure previste dall'O.M. 28 maggio 2015 e dal DPGR156/2013.

Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria sugli animali selvatici, fin dal 1999 nella nostra Regione, tutti i cinghiali abbattuti a caccia sono obbligatoriamente sottoposti a visita ispettiva post-mortem eseguita dai Servizi Veterinari di Igiene degli Alimenti di Origine Animale (IAOA) dell’ASUR, per il controllo della sicurezza delle carni destinate al consumo umano e la prevenzione di alcune importanti malattie potenzialmente trasmissibili all’uomo.

I Servizi IAOA delle Province di Ancona e Macerata continueranno ad effettuare le visite ispettive sugli animali selvatici con un elevato livello di attenzione, con le modalità individuate dalla Nota PF VSA 8255/2013.

Infine, vista la complessità della situazione epidemiologica si è resa necessaria l'istituzione di una task force  costituita da un gruppo di referenti con specifiche funzioni operative, con la finalità di supportare l'attuazione delle misure sanitarie, monitorare costantemente le attività di risanamento, le indagini epidemiologiche e la gestione dei flussi informativi.

Normativa di riferimento:

Nazionale:

D.M. 592/1995

Decreto Legislativo 196/1999

O.M. 28 maggio 2015

Regionale:

DPGR 298/2006

DPGR 156/2013

Note della PF Veterinaria e Sicurezza alimentare (visibili solo dopo accesso con credenziali)

Nota PF VSA Prot. 7493 del 19/07/2016

Nota PF VSA Prot. 7649 del 25/07/2016

Nota Pf Vsa  Prot.7669 del 25 luglio 2016

Per saperne di più:

Corso 22 giugno 2016 - Il controllo della tubercolosi nella Regione Marche: il ruolo degli animali selvatici cacciati nella diffusione della malattia.

 

Autore: Dr.ssa Simona Martino

 

Data di pubblicazione: 

 

 

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