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WEST NILE E USUTU – ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA VETERINARIA IN AV5

  • 7 gennaio 2020
  • Autore: Redazione VeSA
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West Nile (WN) ed Usutu sono zoonosi che possono essere trasmesse all’uomo tramite la puntura di alcune zanzare (soprattutto Culex spp.) che compiono il pasto di sangue sia sugli uccelli che sui mammiferi.

In ambito medico, l’infezione da WN decorre nella maggior parte dei casi in modo asintomatica ma nelle categorie a rischio (età avanzata e/o persone immunocompromesse) può manifestarsi con sintomi neurologici. In Italia nel 2018, ha causato 595 casi umani con 238 forme neuro-invasive, di cui uno importato e tutti gli altri autoctoni. Anche in ambito veterinario è stato riscontrato un aumento della circolazione del virus nelle zanzare (418 pool positivi), negli uccelli (191 casi confermati in uccelli specie bersaglio e 101 in uccelli selvatici) e nei cavalli (204 casi) che però non ha interessato la Regione Marche né in ambito umano né veterinario. Per quanto riguarda la situazione in Europa, sempre nel 2018, nell’uomo si sono verificati 312 casi di WN in Grecia, 254 in Romania e 360 in Croazia. L’Usutu invece ha un minor impatto sulla sanità pubblica e nello stesso anno a livello nazionale sono stati notificati solo 9 casi umani di cui 2 nella forma neurologica. Comunque dal 2016 la sorveglianza medica e veterinaria sono integrate in un unico piano e dal 2017 vi è stato inserito anche l’Usutu. Quello attuale è il Piano integrato di prevenzione, sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu 2019. La Regione Marche è classificata come regione a basso rischio di trasmissione per tali malattie poiché la circolazione virale è stata sporadica in passato o non si è verificata ma le condizioni eco-climatiche sono favorevoli per la circolazione di tali virus.  Pertanto, per quanto attiene la sorveglianza veterinaria si è fatto riferimento al Decreto del Dirigente della P.F. Prevenzione Veterinaria e Sicurezza Alimentare n.86 del 16/05/19 che prevede le seguenti azioni:

1)         sorveglianza in allevamenti rurali e all'aperto;

2)         sorveglianza su carcasse di uccelli selvatici;

3)         sorveglianza dei casi con sintomatologia nervosa negli equidi.

Nel rispetto del piano nazionale, in aggiunta a queste azioni, presso l’AV5 è stata eseguita anche la sorveglianza entomologica in considerazione del fatto che nel 2018 si è registrato un focolaio di Usutu in un allevamento di uccelli ornamentali con contestuale positività nelle zanzare e su una carcassa di merlo e considerata anche l’attivazione dei sospetti focolai negli allevamenti avicoli rurali nel 2019.

1. SORVEGLIANZA IN ALLEVAMENTI RURALI E ALL'APERTO

In alternativa alla sorveglianza sugli uccelli stanziali delle specie bersaglio, la Regione Marche ha optato per questa sugli allevamenti avicoli rurali all’aperto e sulla selvaggina allevata. Tale sorveglianza è stata attuata per 6 mesi da giugno a novembre su 60 allevamenti. Sono stati prelevati 557 campioni di siero per il controllo sierologico e 557 campioni di sangue in toto per la ricerca del virus. Questi sono stati inviati all’IZSUM - Sezione di Fermo, per l’esame di prima istanza e accompagnati dalla scheda W01 scaricata dalla BDN già precompilata. Gli allevamenti non registrati in BDN, sono stati georeferenziati e inseriti. I Comuni a cui appartenevano gli allevamenti oggetto di campionamento sono situati per la quasi totalità sulla costa al fine di privilegiare le zone umide o dove si registra un'elevata concentrazione di avifauna selvatica. Dei 60 allevamenti, 11 sono risultati positivi all’Elisa-competitiva per la ricerca di IgG verso il virus WN pertanto i rispettivi sieri sono stati inviati al CESME dell’IZSAM di Teramo per la conferma mediante sieroneutralizzazione. Inoltre il sangue in toto dei campioni positivi è stato sottoposto ad esame molecolare per l’identificazione del virus WN e per la ricerca del virus Usutu ma tutti hanno dato esito negativo. Nel frattempo il servizio di Sanità Animale ha registrato in SIMAN i casi sospetti. In nessun caso è stata confermata con la sieroneutralizzazione la positività a WN mentre in 5 allevamenti è stata rilevata positività ad Usutu ma con basso titolo.  Poiché la positività all’Usutu non fa scattare tutte le misure previste dalla WN, i sospetti sono stati cancellati su SIMAN.

                    

 

2. SORVEGLIANZA SU CARCASSE DI UCCELLI SELVATICI

Le specie aviare fungono da serbatoio e amplificatori virali pertanto sono fondamentali per rilevare in modo precoce la circolazione virale. A seguito della collaborazione instaurata tra il servizio veterinario di San Benedetto del Tronto e la LIPU locale, già a partire dall’anno 2018 è stata avviata un’intensa sorveglianza passiva sulle carcasse degli uccelli selvatici rinvenuti morti o deceduti dopo il ritrovamento. Gli operatori LIPU hanno conferito al servizio veterinario le carcasse congelate insieme ad una scheda anamnestica con anche i dati per la georeferenziazione. Appartenevano soprattutto agli Ordini dei Passeriformi (Rondini, Passeri, Storni, Cinciallegra, Cappellaccia, Verzellini, Balestrucci, Gazze, Codirosso, Merli) e Caradriformi (Gabbiani, Sterna Zampenere, Beccaccia) ma anche Strigiformi (Gufi, Civette), Columbiformi, Falconiformi (Sparviere, Poiana, Gheppio) e uccelli migratori (Tarabusino). Pertanto, 69 carcasse sono state inviate all’IZSUM di Fermo insieme alla scheda W02 per l’esame anatomo-patologico, controllo WN, Usutu, Influenza aviare e Malattia di Newcastle. Gli esiti ottenuti sono risultati negativi mentre  all’esame autoptico sono state evidenziate soprattutto lesioni da traumatismo. La sorveglianza è stata attuata per l'intero anno.

 

 

                        

                           

3. SORVEGLIANZA DEI CASI CON SINTOMATOLOGIA NERVOSA NEGLI EQUIDI

Mentre il piano nazionale 2018 istituiva un controllo sierologico a campione su sieri di equidi prelevati per altri motivi, nel nuovo piano ciò non è più previsto, dovuto anche al fatto che è difficile trovare animali non vaccinati; il prelievo ematico viene eseguito solo sui sospetti clinici notificati al servizio veterinario. Tale sorveglianza passiva è stata attuata tutto l'anno ma non ci sono state segnalazioni in provincia di Ascoli Piceno.

 

 

 

4. SORVEGLIANZA ENTOMOLOGICA

Lo scopo della sorveglianza entomologica è quello di rilevare molto precocemente la circolazione virale e quindi una eventuale positività nelle zanzare può anticipare l’infezione nell’uomo e negli equidi. Tale sorveglianza consiste nel posizionamento di apposite trappole per la cattura delle zanzare che rappresentano i vettori della WN. Il periodo di sorveglianza è decorso dall’inizio del mese di agosto fino alla fine di ottobre con cadenza bisettimanale. I siti di posizionamento sono stati in numero di 6 e sono stati selezionati in base ad una griglia fissata dal Centro Regionale per le malattie trasmesse da vettori dell'IZSUM (Ancona). Tutti i siti (Riserva Naturale Sentina, Grottammare, Marina di Massignano, Cossignano, Offida, Spinetoli) sono stati georeferenziati. I criteri di localizzazione adottati sono stati la prossimità ai laghi o alla foce dei fiumi e l’altitudine inferiore a 600 m. Le trappole sono state installate nel tardo pomeriggio per essere attive durante la sera/notte e poi raccolte la mattina seguente. Le zanzare sono state congelate e inviate all'IZSUM di Fermo con la scheda W05 per la sorveglianza entomologica. In totale sono stati prelevati 38 campioni distribuiti su 7 giornate. Dall’analisi degli stessi,  è stata riscontrata la presenza delle zanzare responsabili della trasmissione della malattia, in numero decrescente dopo l’estate e l’esame molecolare ha permesso di constatare l’assenza virale su tutti.

 

               

 

In conclusione, il piano di sorveglianza veterinaria per WN e Usutu nella Provincia di Ascoli Piceno per l’anno 2019 ha dato dei risultati confortanti: nessuna segnalazione clinica sugli equidi, nessuna positività su zanzare e su uccelli selvatici, nessuna circolazione virale sugli avicoli rurali ma solo sporadiche positività sierologiche a basso titolo per Usutu e nessuna segnalazione nell’uomo.

 

Autore: Dott.ssa Pistilli Maria Gabriella

Il presente articolo è stato redatto in attuazione alla Determina DG/ASUR n.734/2016 nell’ambito

della Comunicazione del rischio AV5-2019

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