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Influenza aviaria: ulteriori misure di riduzione del rischio sul territorio nazionale

Nota DGSAF 23822 del 04/11/2020

  • 9 novembre 2020
  • Autore: Redazione VeSA
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Con una nota dello scorso 4 Novembre, il Ministero della Salute comunica che sul territorio nazionale dovranno essere attuate ulteriori misure per ridurre il rischio di introduzione, diffusione e sviluppo di influenza aviaria ad alta patogenicità.

Già ad inizio Ottobre, in seguito alle raccomandazioni dell’EFSA a tutti gli Stati membri, il Ministero della Salute aveva diffuso una circolare nella quale erano riportate le indicazioni operative per l’attuazione delle attività di rafforzamento delle misure di biosicurezza e di sorveglianza sul territorio nazionale (per un approfondimento si rimanda all’articolo Influenza aviaria: rafforzamento delle misure di biosicurezza e di sorveglianza sul territorio nazionale. Indicazioni operative ministeriali (Nota DGSAF 21329 del 02/10/2020)).

Con la nota del 4 Novembre, la DGSAF comunica che in Olanda sono stati isolati virus HPAI, sottotipo H5N8, in alcuni cigni e, in data 29 Ottobre, è stato confermato un focolaio in malattia causato dallo stesso sottotipo in un allevamento di polli da carne nel sud est del Paese.

Viene quindi chiarito che l’attuale situazione epidemiologica rende necessario bloccare, o quantomeno ridurre, tutte quelle attività che possono rappresentare un collegamento tra l’ambiente dell’avifauna selvatica e quello del pollame allevato.

Di conseguenza, sentito il parere del Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria presso l’IZS delle Venezie, è stato deciso di sospendere l’utilizzo come richiami vivi, nella caccia agli uccelli acquatici, dei volatili appartenenti agli Ordini degli Anseriformi e Caradriformi nelle Zone A e B indicate rispettivamente come “Zone ad alto rischio di introduzione e diffusione” e “Zone ad alto rischio di introduzione e maggiore diffusione” dei virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI).

A tal proposito si ricorda che il Ministero della Salute, con la nota DGSAF n. 2487 del 04/02/2020, ha comunicato l’ultimo aggiornamento della mappa delle zone A e B, dove applicare misure di riduzione del rischio, di sensibilizzazione e di biosicurezza.

La decisione ministeriale, in vigore fino a successiva indicazione, è dovuta alla considerazione dei flussi migratori dell’avifauna acquatica di possibile provenienza proprio dai territori olandesi attualmente coinvolti dalla circolazione del virus HPAI, con conseguente elevato rischio epidemiologico.

Nella nota si precisa quindi che gli animali dovranno rimanere presso il luogo di utilizzo e non essere spostati per alcun motivo se non previa autorizzazione e verifica da parte del Servizio veterinario competente per territorio.

Il Ministero chiarisce che per ora non è necessario attuare restrizioni all’attività venatoria e al tempo stesso suggerisce possibili accordi di collaborazione tra le associazioni venatorie e le Autorità sanitarie (già presenti in alcune regioni) per permettere un rafforzamento dei programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria.

In conclusione viene ribadita l’importanza di attuare le seguenti indicazioni:

1. Rafforzare l’applicazione delle misure di biosicurezza di cui all’Ordinanza 26 agosto 2005 e successive modifiche, e nel rispetto delle norme anti contagio Covid19, elevare le attività di vigilanza veterinaria;

2. Elevare il sistema di early warning mediante il precoce rilevamento e segnalazione alle autorità sanitarie competenti di qualsiasi evento che possa indurre un sospetto di influenza aviaria;

3. Ampliare le attività di sorveglianza passiva, con la collaborazione di tutte le Istituzioni e Associazioni coinvolte, tramite il rilevamento di tutti gli uccelli malati o trovati morti sui quali effettuare, presso gli IZS competenti per territorio, i test al fine di confermare o escludere la presenza di virus influenzali HPAI.

 

Autore: Dott. Stefano Gabrio Manciola

 

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Categorie: Influenza aviare
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