X
GO

Biotossine marine nelle aree di produzione delle vongole (Chamelea gallina) della regione Marche

Analisi dei risultati del monitoraggio (2015-2025)

  • 20 aprile 2026
  • Autore: Redazione VeSA
  • Visualizzazioni: 92
  • 0 Commenti

Analisi dei risultati del monitoraggio delle biotossine marine nelle aree di produzione delle vongole (Chamelea gallina) della regione Marche (2015-2025)

Il controllo delle biotossine marine è una componente chiave della gestione della sicurezza alimentare per i molluschi bivalvi vivi, poiché questi organismi filtratori possono accumulare tossine presenti in natura prodotte da fioriture algali dannose e trasmetterle ai consumatori. Nell’ambito del quadro normativo dell’Unione Europea, sono stati stabiliti livelli massimi consentiti per le biotossine marine e programmi di monitoraggio armonizzati per proteggere la salute pubblica e garantire la fiducia del mercato.

Nella regione Marche, l’analisi dei dati di undici anni di monitoraggio (2015–2025) delle aree di produzione classificate mostra un quadro di generale sostanziale conformità. Infatti i valori delle tossine paralitiche, delle tossine amnesiche e delle Azaspiracidi nei molluschi non hanno mai superato il limite di quantificazione (LoQ) del metodo analitico. Per le Yessotossine (YTX) episodi di superamento del limite di legge si sono verificati solo nel 2015 e 2017 mentre, per l’Acido Okadaico (OA), fenomeni di superamento del limite di legge si verificano ciclicamente ma limitati ai soli mitili. I dati di questo monitoraggio, come presenti nel sistema informativo SINVSA gestito dal Ministero della Salute, sono riepilogato nella tabella che segue:

Una particolare attenzione è stata rivolta alle vongole (Chamelea gallina) che rappresentano il principale prodotto in termini di volumi commercializzati, fatturato, numero di imbarcazioni e numero di addetti e pongono la nostra regione quale primo produttore in Italia e nella UE.

Poiché le biotossine paralitiche (PSP), anamnesiche (ASP e Azaspiracide (AZA) non hanno mai superato il limite di quantificazione, è stata effettuata una valutazione della capacità di accumulo di OA e YTXe nelle vongole attraverso l’analisi degli esiti del monitoraggio nel periodo 2015-2025.: i risultati saranno presentati nella International Conference on Molluscan Shellfish Safety che si terrà a Exeter (UK) dal 6 al 11 settembre 2026. Di seguito vengono riportati i risultati preliminari di tale lavoro.

L’analisi è stata articolata in due fasi:

A- Il confronto spazio-temporale dei risultati ottenuti nelle due specie, Mytilus galloprovincialis e Chamelea gallina. Il confronto è stato eseguito mediante l’analisi della concordanza nei risultati di monitoraggio per coppie delle due specie spazialmente (≤ 20 km) e temporalmente (≤ 20 giorni) abbinate.

L’analisi permette di concludere che la discordanza tra le due specie è sistematica, indipendente dalla distanza geografica e dalla stagione, e biologicamente coerente con le loro diverse ecologie alimentari. Il mitilo è il vettore di rischio primario per OA e YTX nell’Adriatico centrale. La vongola mostra un profilo di rischio trascurabile, con l’unica eccezione documentata confinata a un singolo evento di fioritura eccezionale (novembre 2015, 156 μg/kg OA, sotto il limite di legge). Questi risultati costituiscono un’evidenza scientifica robusta a supporto di un approccio di monitoraggio proporzionato al rischio (risk-based) per le due specie. Maggiori dettagli sono riportati nel file allegato 1-analisi_OA_YTX_Mytilus_Chamelea v01.pdf

B- Un’analisi statistica condotta con un approccio formale, basato sul framework bayesiano, per verificare la seguente ipotesi: Chamelea gallina non accumula, o accumula in modo trascurabile, OA e YTX, cosicché il rischio di non conformità regolamentare per questa specie possa essere classificato come trascurabile. I risultati sono stati confrontati con i dati relativi a Mytilus galloprovincialis, che costituisce la specie sentinella di riferimento per le biotossine DSP nell’Adriatico centrale. Maggiori dettagli sono riportati nel file allegato 2-analisi_bayesiana_Chamelea v02.pdf

Lo studio permette di concludere che Chamelea gallina può essere classificata come specie a rischio TRASCURABILE per OA e YTX nel contesto delle aree di produzione marchigiane. Questa classificazione è supportata da:

  • assenza di non conformità in 11 anni;
  • un solo rilevamento OA in 194 analisi (< LoQ rispetto al limite);
  • zero rilevamenti YTX in 195 analisi;
  • BF > 33 per OA e > 782 per YTX;
  • robustezza confermata dall’analisi di sensitività a tre prior.

Tutti questi risultati costituiscono un’evidenza scientifica robusta a supporto di un approccio di monitoraggio proporzionato al rischio (risk-based) per le due specie.

 

Cesare Ciccarelli

Angela Marisa Semeraro

Guglielmo D’Aurizio

Stampa
Tag:
Valutazioni:
Nessuna valutazione

Redazione VeSARedazione VeSA

Altri articoli di Redazione VeSA

Contatta l'autore

Contatta l'autore

x