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OKkio alla SALUTE 2023 - Cosa raccontano i dati dell’AST Ancona appena pubblicati

  • 8 gennaio 2026
  • Autore: Redazione VeSA
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Nel 2023 l’AST Ancona ha partecipato alla settima edizione dell’indagine nazionale OKkio alla SALUTE, l’ultima rilevazione attualmente disponibile e resa pubblica nel 2025 anche sul portale nazionale della sorveglianza.

Nell’AST di Ancona, l’indagine ha coinvolto in modo completo tutte le scuole e tutte le classi selezionate, offrendo una fotografia ampia e rappresentativa della realtà territoriale.

Nel dettaglio, sono stati inclusi 23 plessi scolastici, 27 classi terze di scuola primaria e 508 bambini iscritti. Tra questi, 470 famiglie hanno dato il consenso alle misurazioni (92,5%) e 459 hanno compilato il questionario genitori (90,3%), garantendo un livello di partecipazione molto elevato. Questa adesione quasi totale è il risultato della collaborazione tra scuole, famiglie e operatori sanitari e consente di interpretare i dati con grande affidabilità.

I bambini coinvolti avevano principalmente 8 e 9 anni, con una distribuzione equilibrata tra maschi e femmine. L’indagine ha raccolto informazioni fondamentali su diversi aspetti della salute e degli stili di vita: peso e crescita, abitudini alimentari, livelli di attività fisica, tempo trascorso in attività sedentarie, percezione dei genitori e caratteristiche dell’ambiente scolastico.

Peso e crescita: miglioramenti importanti, ma la strada è ancora lunga

I dati della rilevazione 2023 mostrano diversi elementi incoraggianti. Rispetto alle precedenti edizioni, si osserva un aumento dei bambini in normopeso, accompagnato da una diminuzione complessiva dei bambini in eccesso ponderale (sovrappeso e obesi). L’eccesso ponderale complessivo, pari al 24,8%, risulta inferiore sia alla media regionale sia a quella nazionale. Si tratta di un risultato significativo, che suggerisce come molte famiglie stiano adottando abitudini più salutari e come le iniziative di prevenzione attivate negli ultimi anni stiano producendo effetti concreti.

Nonostante questi progressi, la prevalenza di obesità rimane stabile e leggermente superiore al dato regionale. Questo indica che, pur migliorando il quadro generale, esiste ancora una fascia di bambini che presenta un rischio elevato e che necessita di interventi mirati, continuativi e ben coordinati.

L’obesità infantile è infatti un fenomeno complesso, influenzato da molteplici fattori: alimentazione, qualità del sonno, livelli di attività fisica, sedentarietà, ambiente familiare e scolastico. Nessun singolo elemento, da solo, è sufficiente a spiegare o risolvere il problema. Per questo è fondamentale continuare a lavorare in modo integrato, coinvolgendo famiglie, scuole, servizi sanitari e comunità.

In sintesi, i risultati del 2023 rappresentano un segnale positivo, ma non ancora definitivo. Accanto ai miglioramenti, persistono livelli ancora elevati di sovrappeso e obesità e abitudini alimentari e stili di vita non sempre adeguati, che richiedono un impegno costante e condiviso per essere affrontati in modo efficace.

Abitudini alimentari: un’area che richiede ancora molta attenzione

L’alimentazione rappresenta uno degli aspetti più delicati emersi dall’indagine. Nonostante una crescente sensibilità sul tema, molte abitudini quotidiane dei bambini non risultano ancora adeguate a sostenere una crescita equilibrata.

Colazione e merenda: due momenti fondamentali della giornata

La colazione è un’abitudine ormai consolidata nella maggior parte delle famiglie, ma spesso non è completa o risulta sbilanciata. Manca talvolta una fonte proteica o un alimento ricco di fibre, elementi che aiutano a mantenere l’energia e la concentrazione durante la mattinata. Quando la colazione è insufficiente, infatti, i bambini arrivano a scuola con una fame precoce che può portarli a consumare spuntini troppo abbondanti.

La situazione della merenda di metà mattina è ancora più critica: solo 1 bambino su 5 porta a scuola uno spuntino adeguato. Molto spesso si tratta di prodotti confezionati ricchi di zuccheri o grassi, che non solo favoriscono l’aumento di peso, ma possono anche influire negativamente sulla capacità di attenzione e sul rendimento scolastico.

Frutta, verdura e legumi: consumi ancora troppo bassi

Il consumo di frutta e verdura rimane lontano dalle raccomandazioni: meno di 1 su 20, raggiunge le cinque porzioni giornaliere suggerite dagli esperti. Un dato che, oltre a essere basso, mostra un trend in peggioramento rispetto al 2016, quando la percentuale era quasi doppia (9%).

Anche i legumi, alimento prezioso per fibre, proteine vegetali e micronutrienti, sono poco presenti nella dieta dei più piccoli: 1 bambino su 2 non li consuma mai o li mangia meno di una volta a settimana. Si tratta di un’abitudine che merita particolare attenzione, perché frutta, verdura e legumi svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione del sovrappeso, dell’obesità e delle malattie croniche future.

Bibite zuccherate: un miglioramento significativo

Un segnale positivo arriva dal consumo di bevande zuccherate, che negli ultimi anni mostra una riduzione costante e ormai stabilizzata. Si è infatti passati dal 37% nel 2016 a circa 20% nel 2019, valore che si conferma praticamente identico anche nel 2023. Questo consolidamento rappresenta un risultato importante per la salute dei bambini, poiché le bibite zuccherate sono tra i principali fattori che contribuiscono all’aumento di peso e all’eccesso di zuccheri nella dieta.

Cresce l’attività fisica, ma la sedentarietà digitale rimane elevata

L’attività fisica rappresenta uno dei punti di forza emersi dall’indagine 2023. Negli ultimi anni si osserva un miglioramento significativo delle abitudini motorie dei bambini del territorio dell’AST Ancona, segno che molte famiglie stanno dedicando maggiore attenzione al movimento quotidiano e che le scuole stanno offrendo opportunità motorie più strutturate e continuative.

Attività fisica: un trend in miglioramento

Il dato più evidente riguarda la riduzione dei bambini classificati come “fisicamente non attivi”, che passano dal 25,4% del 2019 al 14,4% del 2023. Si tratta di un miglioramento importante, che avvicina il territorio a livelli più virtuosi rispetto alla media regionale.

Inoltre:

  • più di 3 bambini su 5 svolgono almeno un’ora di movimento al giorno, come raccomandato dall’OMS;
  • 3 bambini su 5 praticano attività sportiva intensa almeno tre volte a settimana.

Questi risultati indicano che il movimento sta diventando una parte più stabile della routine quotidiana dei bambini, grazie sia all’impegno delle famiglie sia al ruolo delle scuole.

Mobilità attiva: un potenziale ancora poco sfruttato

La percentuale di bambini che si recano a scuola a piedi o in bicicletta rimane stabile al 19%, un dato inferiore alla media nazionale. Favorire la mobilità attiva significa aumentare il movimento quotidiano senza bisogno di attività strutturate, con benefici non solo per la salute, ma anche per l’autonomia dei bambini e per l’ambiente.

Sedentarietà e schermi: la sfida più complessa

Accanto ai progressi sul fronte del movimento, l’indagine evidenzia criticità importanti legate alla sedentarietà, in particolare all’uso degli schermi. I dati mostrano che:

  • 1 bambino su 3 ha un televisore in camera,
  • 1 su 2 supera le due ore al giorno di utilizzo di dispositivi digitali.

Il tempo eccessivo davanti agli schermi è associato a diversi effetti negativi: aumento del rischio di sovrappeso, riduzione dell’attività fisica spontanea, disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione. Sebbene la presenza della TV in camera sia diminuita rispetto alle rilevazioni precedenti, rimane un fattore da monitorare con attenzione.

Percezione dei genitori e ruolo della scuola

Un aspetto molto interessante emerso dall’indagine riguarda la percezione che i genitori hanno dello stato di salute dei propri figli. Negli ultimi anni si osserva un miglioramento significativo: oggi il 57% delle mamme riconosce correttamente quando il proprio bambino è in sovrappeso, una percentuale superiore sia alla media regionale sia a quella nazionale. Questo dato è importante perché la consapevolezza dei genitori rappresenta il primo passo per intervenire in modo efficace sulle abitudini familiari.

Il ruolo della scuola nella promozione della salute

Le scuole continuano a essere un punto di riferimento fondamentale per la promozione di stili di vita sani. L’ambiente scolastico offre quotidianamente occasioni per educare i bambini a una corretta alimentazione e a un adeguato livello di attività fisica.

Dai dati emerge che:

  • la mensa scolastica è presente nel 61% degli istituti,
  • la distribuzione di alimenti sani rimane stabile,
  • il 55% delle scuole propone attività motoria extracurricolare,
  • il coinvolgimento dei genitori nelle iniziative motorie è in calo.

La scuola può fare molto, ma non può farlo da sola. Per ottenere risultati duraturi è necessario un impegno condiviso tra istituzioni scolastiche, famiglie e comunità.

 

Conclusioni e prospettive future

L’indagine OKkio alla SALUTE 2023 offre un quadro complessivamente positivo per il territorio dell’AST Ancona. I bambini risultano più attivi, l’eccesso ponderale è in calo, il consumo di bibite zuccherate continua a diminuire e la percezione dei genitori sta migliorando. Sono segnali incoraggianti, che mostrano come molte famiglie e scuole stiano favorendo comportamenti più attenti alla salute e come le azioni di prevenzione messe in campo negli ultimi anni stiano producendo risultati concreti.

Accanto a questi progressi, emergono però alcune criticità che richiedono un impegno costante: colazioni e merende spesso non adeguate, scarso consumo di frutta, verdura e legumi, sedentarietà elevata legata all’uso degli schermi e limitato coinvolgimento dei genitori nelle iniziative scolastiche. Si tratta di aspetti che incidono in modo significativo sul benessere dei bambini e che necessitano di interventi mirati e continuativi.

Promuovere stili di vita sani richiede un impegno condiviso: famiglie, scuole, servizi sanitari, amministrazioni locali e comunità devono collaborare per creare ambienti favorevoli alla salute. Spesso sono i piccoli gesti quotidiani a fare la differenza: una merenda più equilibrata, qualche minuto in più di movimento, un po’ meno tempo davanti agli schermi. Azioni semplici, ma capaci di contribuire in modo significativo al benessere dei bambini di oggi e degli adulti di domani.

Guardando al futuro

Questi risultati rappresentano una base solida su cui costruire le prossime strategie di prevenzione. Le aspettative per il futuro includono:

  • rafforzare la collaborazione tra famiglia e scuola per l’educazione alimentare;
  • promuovere la mobilità attiva e l’attività fisica quotidiana, anche attraverso interventi urbanistici e scolastici;
  • ridurre la sedentarietà digitale, sensibilizzando genitori e bambini sull’uso consapevole degli schermi;
  • aumentare il coinvolgimento delle famiglie nelle attività scolastiche legate alla salute;
  • consolidare la collaborazione tra servizi sanitari, scuole e territorio, per rendere gli interventi più efficaci e continuativi.

L’obiettivo è chiaro: creare un ambiente in cui ogni bambino possa crescere in salute, sviluppare abitudini positive e costruire le basi per un futuro più sano e attivo.

 

AUTORI:

Luca Belli, Luana Tantucci, Susy Maria Greganti, Emanuela Bovio, Beatrice Sartini, Isabella Romani

UOC Igiene degli Alimenti e della Nutrizione – AST Ancona

 

 

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