Introduzione
Negli ultimi decenni il consumo di pasti fuori casa è diventato una pratica sempre più diffusa, riflesso dei cambiamenti negli stili di vita, nei ritmi lavorativi e nelle dinamiche sociali. Ristoranti, bar, fast food e street food rappresentano oggi non solo luoghi di ristoro, ma anche spazi di socializzazione e di espressione culturale, con ricadute positive sul piano economico e occupazionale. Tuttavia, dietro questa crescente tendenza si celano anche importanti criticità che meritano attenzione.
Il consumo abituale di cibo preparato fuori dall’ambiente domestico può infatti influenzare negativamente le abitudini alimentari, incrementare l’impatto ambientale e soprattutto esporre i consumatori a rischi per la salute legati alla sicurezza degli alimenti. In particolare la possibile contaminazione degli alimenti da agenti chimici, fisici e microbiologici rappresenta una delle principali cause delle malattie a trasmissione alimentare. In questo contesto, il ruolo dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) risulta fondamentale nel monitoraggio dei focolai di origine alimentare e nella tutela della salute pubblica all’interno dell’Unione Europea. Per quanto riguarda l’Italia, EFSA mette a disposizione, all’interno del proprio portale e nella sezione Foodborne Outbreaks, i dati relativi alle segnalazioni di focolai alimentari registrati nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023. In particolare, con riferimento all’anno 2023, tali informazioni sono sintetizzate in un apposito cruscotto interattivo, come riportato dal dashboard sottostante.

Dall’analisi dei dati emerge chiaramente come il numero più elevato di casi umani sia associato al consumo di alimenti contaminati fuori dall’ambiente domestico.
In tale contesto, i controlli ufficiali effettuati nelle imprese di ristorazione pubblica e collettiva da parte del Servizio di Igiene degli Alimenti di Origine Animale (SIAOA), in collaborazione con gli altri servizi del Dipartimento di Prevenzione, rivestono un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel contenimento dei rischi per la sicurezza alimentare. Tali attività di vigilanza sono finalizzate a garantire il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie all’interno delle strutture in cui gli alimenti vengono preparati, manipolati e conservati, tutelando la salute dei consumatori e contrastando eventuali pratiche produttive scorrette.
Il personale dei Servizi Veterinari che opera all’interno dei Dipartimenti di Prevenzione svolge una funzione di controllo ufficiale orientata prevalentemente alla prevenzione, alla verifica dei requisiti igienici e all’applicazione delle buone pratiche di lavorazione. In un contesto come quello della ristorazione collettiva e commerciale, che coinvolge quotidianamente migliaia di consumatori, l’efficacia della comunicazione tra istituzioni, operatori del settore alimentare e popolazione, risulta determinante per prevenire incidenti, promuovere comportamenti corretti e rafforzare la fiducia nel sistema di controllo ufficiale. Al fine di garantire un elevato livello di tutela della salute pubblica e assicurare il diritto all’informazione, risulta pertanto fondamentale che i consumatori siano adeguatamente informati sugli alimenti che consumano, così da poter compiere scelte consapevoli e responsabili. Le scelte dei consumatori possono infatti essere influenzate da molteplici fattori, tra cui considerazioni di natura sanitaria, economica, ambientale, sociale ed etica, come indicato nella nota 3 del Regolamento (CE) n. 1169/2011. La comunicazione del rischio rappresenta uno dei pilastri fondamentali della sicurezza alimentare, insieme alla valutazione e alla gestione del rischio, come stabilito dal Regolamento (CE) n. 178/2002. Secondo quanto previsto dai Regolamenti sopra citati, le disposizioni in materia di sicurezza e informazione alimentare si applicano agli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della catena alimentare quando l’attività riguarda la fornitura di alimenti al consumatore finale, inclusi quelli destinati alle collettività. Rientrano in tale definizione tutte le strutture, fisse o mobili, come ristoranti, mense, scuole, ospedali e imprese di ristorazione, in cui, nell’ambito di un’attività imprenditoriale, vengono preparati alimenti destinati al consumo immediato, con esclusione della preparazione e del consumo di alimenti per uso domestico privato. L’articolo 8 del Regolamento (UE) n. 1169/2011 pone particolare attenzione alla tutela degli interessi dei consumatori e alla creazione di una base informativa che consenta loro di compiere scelte consapevoli in relazione agli alimenti consumati, prevenendo pratiche fraudolente o ingannevoli, l’adulterazione degli alimenti e qualsiasi altra condotta idonea a indurre in errore il consumatore. Infine, sulla base dei Regolamenti (UE) n. 625/2017, (CE) n. 852/2004, (CE) n. 853/2004, (CE) n. 178/2002 e (UE) n. 1169/2011, i parametri presi in considerazione durante l’esecuzione dei controlli ufficiali prevedono una valutazione del rischio finalizzata all’identificazione e alla gestione dei pericoli igienico-sanitari che possono compromettere la sicurezza degli alimenti serviti al consumatore. Tali attività rientrano nell’ambito del sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), obbligatorio per tutte le imprese che manipolano alimenti, inclusi bar, ristoranti, mense, gastronomie e attività analoghe.
Le attività del SIAOA della AST PU
Presso il Servizio di Igiene degli Alimenti di Origine Animale (SIAOA) dell’AST di Pesaro Urbino, la ristorazione pubblica e collettiva fa parte della programmazione dei Controlli Ufficiali (CU) in attività congiunta col Servizio di Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN).
Fanno eccezione, come riportato nei documenti “Programmazione controlli ufficiali”, alcune attività di ristorazione pubblica di esclusiva pertinenza SIAOA:
- aziende agricole con ristorazione selezionate affinché, in un unico sopralluogo, vengano effettuate verifiche sull’attività di ristorazione, eventuali laboratori di trasformazione, macellazione di animali;
- ristoranti con attività di bonifica sanitaria pesce crudo o praticamente crudo con “registrazione”.
Si specifica che nella programmazione dei Controlli Ufficiali, si è tenuto conto dei seguenti elementi:
- normativa di riferimento Comunitaria, Nazionale, Regionale e Piani Ministeriali, Regionali e/o Aziendali;
- dati finali dell’attività svolta nell’anno precedente e delle risorse umane, tecnologiche e strumentali disponibili;
- anagrafe delle imprese alimentari con stabilimenti riconosciuti e/o registrati ai sensi della vigente normativa in materia di sicurezza alimentare;
- categorizzazione del rischio degli stabilimenti;
- valutazione dei CU eseguiti e delle non conformità rilevate negli anni;
- del numero di stabilimenti con riconoscimento comunitario;
- del numero di attività produttive di competenza esclusiva di questo Servizio;
- del numero degli stabilimenti registrati di competenza congiunta SIAOA-SIAN e altre ACL;
- di quanto previsto dai LEA attualmente in vigore;
- dei dati di contesto territoriali in cui si opera, di cui fanno parte:
- 50 Comuni
- 2510,28 Kmq di cui circa 2019 Kmq ricadenti in ambito montano, pari a circa l’80 % (dati di contesto individuati nella D.G.R.M. n.880 del 19/10/2015), con una densità abitativa di circa 140 abitanti per kmq superficie;
- 42 Km di costa presenti dal Comune di Gabicce al fiume Cesano;
- 349.882 abitanti (totale popolazione al 1 gennaio 2024);
a tale proposito, per motivi di “organizzazione interna” e dislocazione sul territorio dei vari distretti, il territorio provinciale viene suddiviso nelle seguenti Macrozone:
- Macrozona “costa” Pesaro: comprende i comuni di Pesaro, Vallefoglia, Gabicce, Tavullia, Monbaroccio, Montelabbate.
- Macrozona “costa” Fano: comprende i comuni di Fano, Colli al Metauro, San Lorenzo, Pergola, San Costanzo, Monteporzio, Mondavio, Fossombrone, Cartoceto.
- Macrozona “entroterra”: comprende Urbino, Urbania, Cagli, Macerata Feltria, Apecchio, Cantiano, Piobbico, Serra sant’Abbondio, Acqualagna.
RISTORAZIONE COLLETTIVA CONGIUNTA CON SIAN
Ogni anno vengono effettuati una serie di controlli congiunti col Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN) presso asili, scuole, ospedali, case di cura, case di riposo, la cui frequenza si basa sulla compilazione di un’ apposita check-list e di un file excel (scheda di classificazione degli stabilimenti in base al rischio sanitario, come da “DECRETO DEL DIRIGENTE DELLA P.F. VETERINARIA E SICUREZZA ALIMENTARE N. 45/VSA DEL 17/03/2015 avente come Oggetto: Sicurezza Alimentare: Linee guida per i Dipartimenti di Prevenzione per la valutazione del rischio degli stabilimenti ai fini del controllo ufficiale) che consente di classificare le imprese alimentari in 3 categorie di rischio cioè basso (<30), medio (30-54), alto rischio (>54) e quindi pianificarne nel tempo i controlli.
I risultati degli ultimi 3 anni sono i seguenti:
Macrozona “costa” Fano
|
Anno
|
CU previsti (n.)
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
47
|
46
|
17 inadeguatezze o non conformità minori (37%) di cui 1 sospensione temporanea d’attività (2,2%)
|
|
2024
|
23
|
23
|
9 inadeguatezze o non conformità minori (39,1%)
|
|
2025
|
42
|
42
|
10 inadeguatezze o non conformità minori (23,8%) di cui 1 prescrizione o non conformità maggiore (2,3%)
|
|
totale
|
112
|
111
|
36 (32,43%)
|
Macrozona “costa” Pesaro
|
Anno
|
CU previsti (n.)
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
26
|
26
|
3 inadeguatezze o non conformità minori (11,5%)
|
|
2024
|
27
|
31
|
10 inadeguatezze o non conformità minori (32,2%) di cui 1 prescrizione o non conformità maggiori (3,2%)
|
|
2025
|
26
|
28
|
11 inadeguatezze o non conformità minori (39,2%) di cui 2 prescrizione o non conformità maggiore (7,14%)
|
|
totale
|
79
|
85
|
24 (28,2%)
|
Macrozona “entroterra”
|
Anno
|
CU previsti (n.)
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
36
|
36
|
20 inadeguatezze o non conformità minori (50%) di cui 1 prescrizione o non conformità maggiori (2,8%)
|
|
2024
|
36
|
37
|
15 inadeguatezze o non conformità minori (40,5%) di cui 1 prescrizione o non conformità maggiore (2,7%)
|
|
2025
|
39
|
38
|
7 inadeguatezze o non conformità minori (18,4%)
|
|
Totale
|
111
|
111
|
42 (37,8%)
|
RISTORAZIONE PUBBLICA CONGIUNTA CON SIAN
Macrozona “costa” Fano
|
Anno
|
CU previsti (n.)
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
25
|
25
|
16 inadeguatezze o non conformità minori (64%) di cui 3 prescrizioni o non conformità maggiori (12%)
|
|
2024
|
24
|
24
|
17 inadeguatezze o non conformità minori (70,8%) di cui 9 prescrizioni o non conformità maggiori (37,5%)
|
|
2025
|
15
|
15
|
13 inadeguatezze o non conformità minori (86,6%) di cui 9 non conformità maggiori (60%)
|
|
Totale
|
64
|
64
|
46 (71,8%)
|
Macrozona “costa” Pesaro
|
Anno
|
CU previsti (n.)
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
40
|
40
|
33 inadeguatezze o non conformità minori (75%) di cui 15 prescrizioni o non conformità maggiori (37,5%) e 1 sospensione temporanea dell’attività (2,5%)
|
|
2024
|
27
|
27
|
22 inadeguatezze o non conformità minori (81,4%) di cui 13 prescrizioni o non conformità maggiori (48%)
|
|
2025
|
15
|
15
|
14 inadeguatezze o non conformità minori (93,3) di cui 7 prescrizioni o non conformità maggiori (46,6%)
|
|
Totale
|
82
|
82
|
69 (84,1%)
|
Macrozona “entroterra”
|
Anno
|
CU previsti (n.)
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
36
|
36
|
8 inadeguatezze o non conformità minori (22,2%)
|
|
2024
|
35
|
35
|
6 inadeguatezze o non conformità minori (17,1%)
|
|
2025
|
24
|
24
|
10 inadeguatezze o non conformità minori (41,6%) di cui 1 prescrizione o non conformità maggiore (4,1%)
|
|
Totale
|
71
|
71
|
24 (33,8%)
|
RISTORAZIONE PUBBLICA DI PERTINENZA ESCLUSIVA SIAOA
Per quanto riguarda le aziende agricole con ristorazione, selezionate coi criteri di cui sopra, gli esiti dei CU effettuati nell’ultimo triennio, suddivisi per Macrozona, sono riassunti nelle tabelle sottostanti:
Macrozona “costa” Fano
|
Anno
|
CU previsti (n.)
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
3
|
3
|
1 inadeguatezze o non conformità minori (33,3%)
|
|
2024
|
2
|
2
|
1 inadeguatezze o non conformità minori (50%)
|
|
2025
|
1
|
1
|
nessuno
|
|
totale
|
6
|
6
|
2 (33,3%)
|
Macrozona “costa” Pesaro
|
Anno
|
CU previsti (n.)
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
4
|
4
|
nessuno
|
|
2024
|
3
|
3
|
nessuno
|
|
2025
|
3
|
3
|
nessuno
|
|
totale
|
10
|
10
|
0%
|
Macrozona “entroterra”
|
Anno
|
CU previsti (n.)
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
3
|
3
|
nessuno
|
|
2024
|
3
|
3
|
nessuno
|
|
2025
|
3
|
3
|
1 inadeguatezza o non conformità minore (33,3%)
|
|
totale
|
9
|
9
|
1 (11,1%)
|
L’attività di controllo ufficiale presso ristoranti con attività di bonifica sanitaria pesce crudo o praticamente crudo con “registrazione” è prevista esclusivamente nella Macrozona “costa” Pesaro
Gli esiti dei CU effettuati dell’ultimo triennio sono riassunti nella tabella sottostante:
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Anno
|
CU previsti (n.)
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
4
|
4
|
2 inadeguatezze o non conformità minori (50%) di cui
2 prescrizioni o non conformità maggiori (50%)
|
|
2024
|
4
|
4
|
2 inadeguatezze o non conformità minori (50%)
|
|
2025
|
3
|
3
|
1 inadeguatezze o non conformità minori (33,3%)
|
|
totale
|
11
|
10
|
5 (50%)
|
Le maggiori criticità nell’ambito di quest’ultimo tipo di attività, hanno riguardato la scarsa puntualità relativamente alla compilazione del registro degli abbattimenti (data, ora, temperatura), la non corretta etichettatura dei prodotti abbattuti, il non corretto utilizzo di contenitori separati per crudo e cotto, e l’ambiguità delle informazioni fornite, dato che la comunicazione del rischio nei ristoranti che servono pesce crudo è un aspetto fondamentale per la tutela del consumatore vista la “delicatezza” del tipo di materia prima che si vuole offrire alla clientela, oggi sempre più di moda, la cui gestione necessita di un particolare rigore igienico sanitario e una precisa comunicazione del rischio.
ALTRI CONTROLLI UFFICIALI: IL “PROGETTO ATTIVITÀ SIAOA IN ORARIO AGGIUNTIVO”
Altri controlli che vengono effettuati nell’ambito della ristorazione pubblica dal SIAOA, ma che non rientrano nella “Programmazione Controlli Ufficiali”, sono quelli del “Progetto attività SIAOA in orario aggiuntivo” che ha lo scopo di potenziare l’attività di vigilanza in materia di sicurezza alimentare nelle attività di ristorazione con orario di apertura serale e/o festivo non compatibile con l’orario ordinario del Servizio (con particolare riferimento, non esclusivo, agli OSA che operano nella Macrozona “costa“ Fano durante la stagione estiva/autunnale, quali ad esempio ristoranti, feste e sagre paesane, ecc.).
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Anno
|
CU effettuati (n.)
|
CU cui hanno fatto seguito provvedimenti (n.)
|
|
2023
|
21
|
12 inadeguatezze o non conformità minori (57,1%) di cui 2 prescrizioni o non conformità maggiori (9,5%)
|
|
2024
|
19
|
14 inadeguatezze o non conformità minori (73,7%) di cui 2 prescrizioni o non conformità maggiori (10,5%)
|
|
2025
|
17
|
11 inadeguatezze o non conformità minori (64,7%) di cui 1 prescrizione o non conformità maggiore (5,8%)
|
|
totale
|
57
|
37 (64,9%)
|
Interpretazione dei dati
Sulla base dei dati espressi nelle tabelle e della nostra esperienza come Servizi di Igiene degli Alimenti di Origine Animale (SIAOA), si può evincere come siano le attività di ristorazione collettiva ad avere, in tutte le Macrozone, una minore percentuale di provvedimenti, attestandosi mediamente a circa il 30% del totale ispezionato. Questo dato può essere facilmente spiegato tenendo in considerazione la frequenza dei controlli effettuati sugli stessi (biennale, annuale o semestrale), basato sulla valutazione del rischio di ciascuno.
Dati significativamente diversi sono invece riscontrabili nella ristorazione pubblica, ove il territorio si presenta disomogeneo con una percentuale di CU cui hanno fatto seguito un numero elevato di provvedimenti nelle varie Macrozone (una media di circa 63%). La situazione è ancora più evidente analizzando i dati delle attività ispezionate nell’ambito del “Progetto attività SIAOA in orario aggiuntivo” ove i provvedimenti hanno raggiunto quasi il 65% delle attività ispezionate. Appare evidente che tali esiti sono spiegabili con una minore frequenza dei controlli su questo genere di attività rispetto alla ristorazione collettiva data la numerosità di ristorazioni pubbliche presenti, specie nelle Macrozone “costa”, e della difficoltà di accesso in orario di servizio non ordinario per i ristoranti ad apertura serale e/o festiva.
Questa conclusione è avallata anche dagli esiti dei controlli effettuati in aziende agricole con ristorazione ove siano contestualmente presenti impianti di macellazione di animali ed eventuali laboratori di trasformazione. In queste attività, infatti, l’esigua percentuale di provvedimenti è spiegabile con una costante presenza dell’autorità competente nel corso dell’anno, contestuale all’attività di macellazione.
Di seguito alcune tra le non conformità più ricorrenti riscontrate durante i controlli ufficiali:
- Inadeguata conservazione degli alimenti (temperature non conformi, alimenti scaduti o privi di etichettatura);
- Scarsa pulizia e manutenzione dei locali e delle attrezzature;
- Errata separazione tra alimenti crudi e cotti;
- Presenza di infestanti o assenza di un piano di derattizzazione/disinfestazione;
- Personale non formato o non aggiornato sulle buone pratiche igieniche;
- Mancata o scorretta applicazione del piano HACCP;
- Mancata o scorretta compilazione del libro degli ingredienti/menù coi relativi allergeni.
Tali carenze possono determinare la contaminazione microbiologica degli alimenti e causare patologie anche gravi, come la Salmonellosi, la Listeriosi o le infezioni da Escherichia coli, soprattutto nei soggetti più vulnerabili (anziani, bambini, immunodepressi). Inoltre, come dimostrano le sempre più frequenti notizie di cronaca relative a casi di intossicazioni o infezioni alimentari conseguenti al consumo di pasti presso pubblici esercizi, il problema di una carente conoscenza – o di una scarsa applicazione – dei requisiti igienico-sanitari di base risulta essere oggi particolarmente diffuso.
Questi episodi, oltre a rappresentare un rischio concreto per la salute pubblica, evidenziano criticità profonde nella gestione della sicurezza alimentare, sia a livello di formazione del personale che di controllo e monitoraggio delle pratiche igieniche. La manipolazione, conservazione e somministrazione degli alimenti richiede il rispetto rigoroso di normative specifiche, il cui mancato adempimento può avere conseguenze gravi, non solo sul piano sanitario, ma anche su quello legale ed economico per gli operatori del settore. La normativa prevede l’obbligo per tutti gli operatori del settore alimentare di ricevere formazione specifica in materia di igiene e sicurezza alimentare. Tale formazione deve essere adeguata alla mansione svolta, documentabile e soggetta ad aggiornamento periodico, in funzione dei rischi connessi all’attività. Purtroppo troppo spesso le procedure relative alla sicurezza alimentare vengono considerate un mero e oneroso adempimento burocratico, ma devono diventare parte integrante della cultura professionale di ogni operatore del settore. La prevenzione delle tossinfezioni alimentari passa attraverso comportamenti consapevoli, il rispetto delle normative e l’impegno quotidiano nella corretta gestione degli alimenti. Risulta quindi fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza e responsabilizzazione tra tutti gli attori della filiera alimentare, a partire dai titolari degli esercizi commerciali fino ad arrivare al singolo addetto alla cucina o alla sala. Solo attraverso un’adeguata formazione, un aggiornamento costante e l’adozione di buone pratiche igieniche è possibile garantire la sicurezza degli alimenti e tutelare efficacemente la salute dei consumatori. Un alimento sicuro è il risultato di una filiera controllata e di un lavoro responsabile: garantire la sicurezza dei consumatori è un dovere etico, prima ancora che normativo.
I DATI DELLE MALATTIE A TRASMISSIONE ALIMENTARE (MTA) NELL’AST DI PESARO URBINO LEGATE AL CONSUMO DI PASTI FUORI CASA
La gestione delle malattie a trasmissione alimentare (MTA) nell’ambito dell’AST di Pesaro Urbino avviene in modo coordinato tra tutti i servizi afferenti al Dipartimento di Prevenzione, in relazione alle specifiche competenze professionali e alla distribuzione territoriale delle sedi operative. I casi sporadici e i focolai epidemici vengono trattati secondo quanto previsto dalla Guida Operativa per la gestione delle malattie a trasmissione alimentare nella Regione Marche, che definisce le modalità di segnalazione, di intervento e di coordinamento tra i diversi attori coinvolti.
Le illustrazioni riportate mostrano la distribuzione dei casi di Salmonellosi segnalati nell’anno 2023 e 2024 sul territorio dell’AST di Pesaro Urbino, con riferimento alle sedi di Fano, Pesaro e Urbino. Dall’analisi dei dati emerge come, in particolare presso la sede di Fano, sia stato registrato un focolaio che ha coinvolto più soggetti, rendendo necessaria l’attivazione di una procedura di Gestione Straordinaria. Tale procedura ha previsto la costituzione di un team multidisciplinare di indagine, finalizzato all’identificazione della probabile fonte di contaminazione, alla ricostruzione della catena alimentare e all’adozione tempestiva delle misure di controllo e prevenzione.
Le immagini successive riportano invece i dati relativi ai casi di Campylobacteriosi, negli anni di riferimento 2023 e 2024, che rappresenta un’altra delle principali MTA segnalate sul territorio. Anche in questo caso, la distribuzione dei casi evidenzia un’associazione frequente con il consumo di alimenti contaminati e, in particolare, con pasti consumati al di fuori dell’ambiente domestico. Tali evidenze confermano il ruolo rilevante del settore della ristorazione nella dinamica di trasmissione di queste patologie e rafforzano l’importanza delle attività di controllo ufficiale e di comunicazione del rischio rivolte sia agli operatori del settore alimentare sia ai consumatori.

CONSIDERAZIONI FINALI
Alla luce dei dati e delle considerazioni esposte, emerge con chiarezza come il settore della ristorazione rappresenti un ambito strategico non solo per la prevenzione delle malattie a trasmissione alimentare, ma anche come efficace strumento di potenziamento della comunicazione del rischio in materia di sicurezza alimentare. L’elevata incidenza di casi di MTA associati al consumo di pasti fuori casa, documentata sia a livello europeo dai dati EFSA sia a livello locale dall’esperienza dell’AST di Pesaro Urbino, conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione su questo comparto. I controlli ufficiali svolti dai Servizi Veterinari, in un’ottica di integrazione e prevenzione, costituiscono un pilastro fondamentale per garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie e per ridurre il rischio di contaminazioni lungo le fasi di conservazione, preparazione e somministrazione degli alimenti. Tuttavia, l’efficacia di tali interventi non può prescindere da una comunicazione del rischio chiara, trasparente e coerente, rivolta sia agli operatori del settore alimentare sia ai consumatori finali. In questo contesto, la ristorazione assume un ruolo centrale come punto di contatto diretto tra istituzioni e cittadini, diventando un canale privilegiato per la diffusione di informazioni corrette, per la promozione di buone pratiche e per il rafforzamento della consapevolezza dei consumatori. Informare adeguatamente significa infatti consentire scelte alimentari più consapevoli, tutelare la salute pubblica e consolidare la fiducia nel sistema di controllo ufficiale. In conclusione, la sicurezza alimentare nella ristorazione non può essere considerata esclusivamente come un insieme di obblighi normativi e procedure di controllo, ma deve essere interpretata come un processo dinamico e condiviso, fondato sull’analisi del rischio, sulla prevenzione e su una comunicazione efficace. Solo attraverso la collaborazione tra autorità competenti, operatori del settore alimentare e consumatori sarà possibile ridurre l’incidenza delle MTA e garantire un elevato livello di tutela della salute collettiva.
AUTORI
Dott.ssa Margherita Rusciadelli
Dirigente Veterinario UOC SIAOA
Dott.ssa Sara Novelli
Dirigente Veterinario UOC SIAOA
Dott.ssa Elisa Cordovani
Dirigente Veterinario UOC SIAOA
Dott.ssa Maria Elena Mochi
Tecnico della Prevenzione UOC SIAOA
Dott.ssa Piera Solimando
Tecnico della Prevenzione UOC SIAOA
Dott.ssa Claudia Tontini
Tecnico della Prevenzione UOC SIAOA
Dott.ssa Erika Caramanno
Tecnico della Prevenzione UOC SIAOA
Dott.ssa Tania Bamundo
Tecnico della Prevenzione UOC SIAOA
Nota: Il presente articolo è stato redatto in attuazione degli Obbiettivi Sanitari Strategici regionali ed aziendali AST-PU, nell’ambito dell’equipe di lavoro Potenziamento dell’attività di comunicazione del rischio in sicurezza alimentare - Attività n.13 - COMUNICAZIONE DEL RISCHIO anno 2025