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AGGRESSIONE DEI CANI

PROROGATA L’ORDINANZA SULLA TUTELA DELL'INCOLUMITA' PUBBLICA DALL'AGGRESSIONE DEI CANI

  • 8 settembre 2026
  • Autore: Redazione VeSA
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AGGRESSIONE DEI CANI

Arrivati al termine dei legittimi dodici mesi di vigenza anche l'ordinanza 10 luglio 2025 è stata ulteriormente prorogata "nelle more dell'emanazione di una disciplina normativa organica" che il Parlamento nazionale non ha, viceversa, ancora inteso varare. Finalizzata alla tutela dell'incolumità pubblica, l'ordinanza viene prolungata senza modifiche per altri dodici mesi. La prossima scadenza di tale ORDINANZA 16 luglio 2026 viene fissata per il prossimo 5 settembre 2027.

E’ ormai datato all’anno 2003 il primo intervento regolatorio del Ministero della Salute per la prevenzione delle aggressioni canine, da 23 anni quindi la materia è disciplinata in regime d'emergenza, e già da allora attraverso lo strumento di emissione di regolari Ordinanze ministeriali contingibili e urgenti.

Spesso per gli anni seguenti, e sotto differenti legislature, sono state istituite commissioni, tra le quali anche il sottoscritto ha partecipato in rappresentanza della allora P.F. della Regione Marche, senza però coagulare in un unico atto le volontà di produrre una normativa che organicamente e compiutamente racchiudesse tutta la materia relativa al settore.

Stralciato o derubricato, l’argomento riposa a livello di numerose proposte di legge. Si prenda ad esempio una delle ultime delle quali, per iniziativa del Consiglio Regionale della Lombardia (proposta di legge), che risulta assegnata alla X Commissione del Senato, ma per la quale non risulta avviato alcun iter.

Alla problematica si sono affacciati differenti partiti e sono numerosi, e di diversa estrazione politica, i deputati e i senatori che, nonostante gli opposti schieramenti, hanno annunciato proposte di legge sulla tutela dell'incolumità pubblica dalle aggressioni di cani, cosa avvenuta anche nell'ultimo anno.

In assenza di una legislazione ordinaria e completa, il Ministero della Salute ha cercato di instaurare una strategia differente con una linea prettamente sviluppata in modalità “didattica”, cioè basata "non solo sull'imposizione di divieti e obblighi per i proprietari e detentori di cani, ma anche sulla formazione degli stessi per migliorare la loro capacità di gestione degli animali". In sostanza, agendo maggiormente e rafforzando il sistema di prevenzione, ed accantonando i metodi repressivi, il Ministero della Salute ha ritenuto efficiente sviluppare a livello nazionale la cultura del possesso responsabile, mediante percorsi formativi rivolti ai possessori di cani, corsi che vennero, prima dell’emanazione, ritenuti obbligatori, ma che si rivelarono, alla prova dei fatti, strutturati su mera base volontaria, ai sensi del Decreto ministeriale 26 novembre 2009.

La materia è comunque complessa ed è solo per evitare un vuoto normativo ingiustificabile che il Ministero della Salute ha mantenuto in vita la propria ordinanza originaria, seppur perfezionandola nel tempo ed attribuendo sempre di più la responsabilità del possesso in capo ai proprietari, proponendo come detto, veri e propri corsi che esiterebbero nell’attribuzione del cosiddetto “patentino”, cosa che, una volta resa eventualmente obbligatoria, aumenterebbe la consapevolezza di proprietari e detentori ma ridurrebbe drasticamente il numero di cani nelle famiglie italiane, da ciò l’impossibilità di realizzazione.

Nodo cruciale e fonte di innumerevoli polemiche nella disciplina in questione è sempre stata ed è l'individuazione delle tipologie di cani che sarebbero potenzialmente pericolose o maggiormente "impegnativi" ai fini della tutela dell'incolumità pubblica. Già nelle citate commissioni risalenti a vent’anni orsono, si era tentato di togliere la cosiddetta black list, osteggiata dalla comunità scientifica veterinaria contraria ad imputare alle razze canine un carattere intrinseco di pericolosità.

In un’occasione, durante il governo dell’allora ministro della Salute On. Livia Turco, la notizia ed il risalto dato dai media allo sbranamento di un bimbo da parte di un cane di razza rottweiler avvenuto la sera prima della pubblicazione dell’atto ci impedì di fatto la modifica della norma e l’abolizione dell’elenco delle razze sotto osservazione.


L’Unione Europea ha da sempre prediletto una chiave di lettura comportamentale e di benessere attraverso la socializzazione, e si segnala in proposito il nuovo Regolamento (UE) 2026/1818 riguardante l’aggressività da cani che, ponendosi l problema della riduzione del rischio nei confronti dell'uomo in chiave di benessere dei soggetti nati o detenuti negli "stabilimenti", lo tratta nello specifico.

Tale Regolamento, questo sì con le caratteristiche di organicità cercate nella legislazione nazionale, si applicherà, con poche eccezioni per singoli articoli, a decorrere dal 31 agosto 2028. Il Regolamento pone l’accento, in particolare, sugli ambienti in cui sono detenuti più animali e dove quindi sono auspicate misure di socializzazione con membri della stessa specie, con gli esseri umani e, se possibile, con altri animali. Cani e gatti allevati in condizioni di scarso benessere "possono rappresentare un rischio per la sicurezza pubblica, in quanto è possibile che reagiscano sviluppando comportamenti aggressivi" e sono quindi da incentivare strutture arricchite da elementi stimolanti e privi di minacce che consentano uno sviluppo comportamentale il più possibile equilibrato.

 

Autore

Giuseppe Iacchia 

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Categorie: Igiene urbana
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